Omicidio di Hina, 200 persone sfilano davanti al tribunale

Italia, 28/06/2007

Una folla di manifestanti di An e Lega Nord per la prima udienza del procedimento

BRESCIA (28 giugno 2007) - Davanti al tribunale di Brescia si è radunata una folla di 200 persone per la prima udienza del processo per l'omicidio di Hina Saleem, la ragazza pakistana uccisa nell'agosto del 2006 dal padre (probabilmente con 3 complici, sempre familiari) perché aveva abbandonato i costumi islamici. Il padre della ragazza, reo confesso, si trova in aula, dove è entrato senza incidenti nonostante le numerose persone che protestavano fuori dal tribunale.

Davanti al palazzo di giustizia bresciano si sono radunate le donne dei circoli D-Donna di An, capeggiate dalla deputata Daniela Santanché, oltre ad alcuni esponenti locali della Lega Nord. Con tre pullman, poi, sono arrivate le associate dell'Acmid, associazione di donne islamiche che vuole costituirsi parte civile nel processo. Non mancano, inoltre, i semplici cittadini che hanno voluto manifestare la loro solidarietà alle donne oppresse dal fondamentalismo islamico: un gruppo di donne ha esposto uno striscione con scritto "Io sono Hina". Anche gli esponenti della Lega Nord avevano esposto uno striscione, con scritto "Hina vittima dell'Islam", che però è stato ritenuto offensivo e fatto ripiegare dalle forze dell'ordine, anche per evitare eventuali disordini. Il dispiegamento dello striscione provocatorio aveva infatti provocato un'accesa discussione tra i leghisti e l'imam di Torino, Abdellah Mechnoune, anch'egli presente davanti al tribunale.

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