Luce sul caso Cucchi, un carabiniere cercava da tempo di rivelare i responsabili

Luce sul caso Cucchi, un carabiniere cercava da tempo di rivelare i responsabili

Italia, 11/10/2018

“Un riscatto per l'Arma dei Carabinieri”

Durante l’inizio dell’udienza per il processo che vede imputati cinque carabinieri per la morte di Stefano Cucchi, uno di loro avrebbe chiamato in causa due dei militari imputati per il massacro del giovane.

    Francesco Tedesco, questo il nome del carabiniere che si sarebbe fatto avanti, avrebbe infatti ricostruito i fatti di quella notte in una denuncia, specificando che una volta venuto a sapere della morte di Cucchi avrebbe redatto una notazione in cui spiccano tre dichiarazioni.

    "In sintesi ha ricostruito i fatti di quella notte e chiamato in causa gli altri imputati: Mandolini, da lui informato; D'Alessandro e Di Bernardo, quali autori del pestaggio; Nicolardi quando si è recato in Corte d'Assise, già sapeva tutto”, afferma il pm Giovanni Musarò.

    La notazione di servizio scritta da Tedesco però è stata sottratta, e il comandante della stazione allora non aveva saputo spiegare la mancanza.

    Tedesco è stato poi difeso dal suo legale, che lo ha descritto come “il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà. E’ anche un riscatto per l'Arma dei Carabinieri”.

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