Impianti centralizzati, ecco gli obblighi imposti dalle nuove modifiche

riscaldanento centralizzato

Reggio Emilia, Italia, 2016-03-29

Un comunicato di Annamaria Terenziani, presidente dell'ssociazione Proprietà Edilizia di Confedilizia Reggio Emilia

Le pericolose bugie di alcuni amministratori stanno per stravolgere i conti di molte famiglie.  C’è tra gli amministratori di condominio chi ha addirittura pubblicamente affermato (come riferito da certa stampa) che non esiste alternativa all’installazione dei contabilizzatori e termoregolatori. La legge lo imporrebbe e basta.

Delle due l’una, o non si conosce la normativa o si vuole coprire il fatto di aver fatto deliberare un’operazione che, se non attentamente valutata prima, non solo costituisce una spesa inutile, ma addirittura porterà ad un vertiginoso aumento dei costi per moltissime famiglie. Quali in particolare? Quelle che abitano in palazzine costruite prima del 1990, ovvero quelle realizzate prima dell’introduzione della Legge 10/90 che già richiedeva la predisposizione dell’impianto centralizzato ai sistemi di contabilizzazione individuale. Praticamente il 90% dei Condomini con impianto centralizzato!

Questa incredibile superficialità si è già manifestata nei suoi effetti più nocivi in quei Condomini in cui è stato presentato il primo consuntivo dopo l’installazione dei contabilizzatori in cui improvvisamente chi spendeva mediamente €. 1.500 ora ne spende €. 4.000! Perché il problema non è solo il costo immediato dell’installazione dei contabilizzatori o delle termovalvole (poche centinaia di Euro), il vero costo è quello che deriva dal nuovo sistema di funzionamento dell’impianto. Prima vi era un bilanciamento derivante dall’irrogazione di calore uniformemente ed ora, visto che alcuni appartamenti (completamente vuoti o non abitati per la maggior parte della giornata) rimangono freddi per la chiusura delle singole termovalvole, gli impianti di quelli adiacenti, ed in particolare di quelli sopra i garage e quelli posti all’ultimo piano, avendo più lati esposti al freddo dovranno produrre un consumo di energia molto più elevato per poter raggiungere un temperatura di comfort, che comunque in molti casi non viene neppure ottenuta.

Questo però non porta a quel risparmio energetico che è la finalità tanto della nuova normativa nazionale  - D.Lgs 102 del 2014 – quanto di quella regionale  - Delib. Emilia Romagna 967 del 20.07. 2015.

Entrambe le norme (art. 9 comma 5 lettera “b” D.Lgs. 102/2014 e punto D.6 comma 1 lettera “b” Delib. 967/2015) recitano a chiare lettere che nei Condomini con impianti centralizzati devono essere installati sistemi di contabilizzazione e di termoregolazione per singola unità immobiliaresolo” e “nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici….gli eventuali impedimenti di natura tecnica alla realizzazione dei predetti interventi devono essere evidenziati nella relazione tecnica”.

Alla lettera “c” degli articoli citati si precisa che ove l’installazione di sistemi di contabilizzazione per singola unità immobiliare non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, le norme citate richiedono l’installazione di ripartitori applicati a ciascun radiatore, ma anche in questo caso “salvo che l’installazione di tali sistemi risulti essere non efficiente in termini di costi”.

Quali sono i casi in cui l’intervento non risulta efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici? Proprio i casi che sono già all’esame della nostra Associazione, ovvero quelli in cui i costi per le famiglie sono triplicati ed i consumi energetici complessivi non sono diminuiti e non diminuiranno perché gli appartamenti più freddi richiedono un funzionamento costante dell’impianto per far raggiungere le temperature di comfort.

Questi condomini potevano risparmiare i costi tecnici dell’intervento, i maggiori costi dei consumi, così come le liti che si stanno già producendo e che aumenteranno, se l’amministratore avesse consigliato all’assemblea di incaricare da subito un tecnico di valutare, attraverso la diagnosi energetica, se la modifica dell’impianto avrebbe prodotto effettivamente “efficienza in termini di costi” o fosse “proporzionato rispetto ai risparmi energetici”. Non avendo fatto eseguire tale indagine preventiva, a cui in molti casi sarebbe seguita una dichiarazione di esonero dall’obbligo, il danno è sotto i nostri occhi nelle bollette spaventosamente lievitate.

Di fronte ai tanti reclami che ci stanno giungendo ed alla conclamata negligenza di alcuni amministratori, abbiamo deciso come Confedilizia di aprire lo “sportello calore” per informare i condomini prima che compiano passi che potrebbero portare a danni economici ingenti. I nostri termotecnici saranno a disposizione gratuitamente anche delle assemblee per illustrare la normativa e per consentire a queste una scelta consapevole.

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