Assegno di Inclusione: se commetti questo fatidico errore rischi la reclusione

Chi percepisce l’Assegno di Inclusione deve prestare molta attenzione a non commettere questo errore: si rischia il carcere.

Negli ultimi anni, i vari governi che si sono succeduti hanno promosso una serie di iniziative e bonus per aiutare soprattutto le famiglie italiane in maggiore difficoltà economica. Nel maggio 2023, proprio in quest’ottica, il governo Meloni ha emanato il Dl Lavoro, che ha portato delle modifiche per quanto riguarda alcuni incentivi.

Assegno di Inclusione: in questo caso si rischia la reclusione
Quali sono i rischi se si commette questo errore con l’Assegno di Inclusione – 4minuti.it

Ad essere cambiato, nel dettaglio, è il Reddito di Cittadinanza, misura emanata dal governo Conte nel 2019 come aiuto al reddito e introduzione al mondo del lavoro. Lo stato ha abolito il RdC ed ha introdotto due nuove misure: l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione ed il Reddito.

Assegno di Inclusione: in questo caso si rischia la reclusione

L’Assegno di Inclusione, molto simile al Reddito di Cittadinanza, viene erogato per tutte quelle famiglie che hanno minori, over 60 o disabili a carico, ovvero è distribuito a coloro che sono definiti “non occupabili”. Rispetto al RdC, però, i requisiti per ottenerlo sono stati resi molto più stringenti.

Errori Assegno di Inclusione che hanno come pena la reclusione
Con omissioni sull’Assegno di Inclusione si rischia il carcere – 4minuti.it

Come per il Reddito di Cittadinanza, anche per l’Assegno di Inclusione valgono regole ferree contro frodi e dichiarazioni false. Negli ultimi giorni, è balzato alle cronache la storia di un uomo che è stato condannato a oltre 2 anni di carcere per aver percepito indebitamente 13.000 euro. L’accusato aveva dichiarato falsamente di risiedere in Italia da 10 anni, prerogativa necessaria per accedere al sussidio.

L’Assegno di Inclusione, come il Reddito di Cittadinanza, richiede l’autocertificazione dei requisiti e la presentazione di un ISEE valido. In caso di attestazioni mendaci o omissione di informazioni, sono previste severe sanzioni. Per quanto riguarda la falsa dichiarazione, o l’esibizione di documentazione fasulla, si rischia la reclusione da 2 a 6 anni; per l’omissione di variazioni di reddito o patrimonio, invece, si va da 1 a 3 anni.

Oltre alle sanzioni penali, chi commette frodi sull’Assegno di Inclusione perde, ovviamente, il diritto al sussidio: tuttavia, questa è solo la conseguenza meno grave. Proprio per i motivi sopra elencati, invitiamo tutti i cittadini a prestare attenzione a truffe e false promesse legate all’incentivo in questione. Per informazioni attendibili, consultate solo i canali ufficiali INPS e il Ministero del Lavoro.

Ricordiamo che il contrasto alle frodi sull’Assegno di Inclusione è fondamentale per tutelare le risorse destinate ai cittadini realmente bisognosi. Il messaggio del governo è dunque chiaro: la trasparenza è fondamentale e chi commette illeciti rischia pesanti conseguenze.

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