Festa della Repubblica. Il sindaco Vecchi: "Le istituzioni democratiche possono recuperare la fiducia dei cittadini"

due giugno

Reggio Emilia, Italia, 2015-06-03

In piazza Prampolini tanti sindaci presenti e molte autorità per una cerimonia solenne in occasione della festa del 2 Giugno.

“Il recupero della fiducia dei cittadini nelle istituzioni è possibile e deve essere un obiettivo imprescindibile di donne e uomini pubblici, perché tale fiducia nasce dal comportamento delle persone che rappresentano le istituzioni. E' centrale la sincerità: se  donne e uomini pubblici avremo un linguaggio di verità, tornerà la fiducia nelle istituzioni, e questo si tradurrà anche in fiducia nel futuro”.

Il rapporto cittadini-istituzioni, e quindi l'effettiva rappresentatività delle istituzioni repubblicane, ed il futuro del Paese possibile con una accresciuta coesione sociale sono temi a cui ha fatto riferimento il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, intervenendo ieri in piazza Prampolini, alla celebrazione del 69° Anniversario della Repubblica.

Dopo l'Alzabandiera e l'esecuzione del Canto degli italiani (Inno di Mameli) da parte della Banda filarmonica Città del Tricolore, il prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sono poi intervenuti – alla presenza fra gli altri dei parlamentari Antonella Incerti e Maino Marchi, della vicepresidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Ottavia Soncini e della consigliera regionale Roberta Mori, del vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla Massimo Camisasca - il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

“Quanto celebriamo – ha detto il sindaco Vecchi – è l'atto fondativo della nostra Repubblica, il Referendum del 2 Giugno 1946. Ricordiamo cioè quei milioni di italiane e italiani che scelsero l'avvio del percorso democratico, lasciandosi alle spalle monarchia e fascismo; ricordiamo il suffragio universale, finalmente raggiunto con la partecipazione al voto delle donne per il Referendum e per l'elezione dell'Assemblea costituente.

“Rispetto a questa giornata di 69 anni fa – ha proseguito il sindaco - vi è stato un "prima" che il Paese si lasciava alle spalle, e un "dopo", che giunge fino a noi e riguarda il nostro futuro. Dalla tragedia della dittatura e della guerra, dalle difficoltà e lacerazioni sociali e politiche che si dovevano superare e risanare, alla ricostruzione del Paese inteso come comunità nazionale, classe politica e istituzioni.

“Un cammino difficile, reso possibile grazie a uno stato d'animo, potremmo dire un sentimento, che era dominante nelle italiane e negli italiani: la fiducia, che si rifletteva nelle istituzioni, nel rapporto dei cittadini con le nuove istituzioni repubblicane. Una fiducia che nutriva la nuova generazione di donne e uomini pubblici, spesso giovani, che si affacciava alla vita politica del Paese. Cito qui per tutti la nostra concittadina Nilde Iotti, eletta giovanissima alla Costituente e poi a lungo figura istituzionale di riferimento.

“La fiducia – ha aggiunto il sindaco Vecchi – è stata elemento fondamentale nella stesura della nostra Costituzione e nella costruzione delle istituzioni democratiche, che la Costituzione prevede. Tutto questo non è un'astrazione. La fiducia dei cittadini nelle istituzioni è molto concreta: nasce e dipende principalmente dai comportamenti degli uomini pubblici che rappresentano e incarnano le istituzioni.

“Affinché tale fiducia riprenda slancio – ha sottolineato Vecchi - quello slancio che ci consente di guardare al futuro come comunità nazionale coesa, diviene centrale la sincerità: serve un linguaggio di verità verso le cittadine e i cittadini, è quanto essi si aspettano e cercano. Un linguaggio che certo non ha a che fare con la mera aggressività di un dibattito pubblico che, come ha detto il nostro presidente Mattarella,  allontana i cittadini dalle istituzioni.

“Ricostruire fiducia – ha conclusi il sindaco - credo sia un passaggio imprescindibile per il futuro delle istituzioni democratiche e del Paese, per poter continuare a guardare con orgoglio e responsabilità a quanto il 2 Giugno '46 ci ha lasciato: la nostra Repubblica, il principio del nostro futuro”.

Dopo l'incontro in piazza Prampolini, in Prefettura il conferimento delle onorificenze al Merito della Repubblica italiana e delle medaglie d’onore ai deportati ed internati nel lager nazisti.

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