Un superclic per tentare di indagare i misteri della Pietra di Bismantova

Parla Daniele Gullà, indagatore dell’invisibile

Reggio Emilia, Italia, 2012-08-21

Parla Daniele Gullà, indagatore dell’invisibile

di Pierluigi Ghiggini

 

REGGIO EMILIA (21 agosto 2012) - Cosa sono le misteriose sfere di luce fotografate sulla Pietra di Bismantova? Quale la loro origine? Con che frequenza si manifestano?

Le indagini di Nicola Tosi, il ricercatore toscano che da anni documenta i fenomeni luminosi anomali dell’Appennino, entrano in una fase nuova. A partire dalla fine di agosto prenderà il via una campagna di osservazioni con l’intervento diretto di Massimo Teodorani, l’astrofisico e scrittore che da anni segue il lavoro di Tosi, e dell’indagatore dell’invisibile Daniele Gullà, perito biometrico e forense, co-fondatore del Laboratorio interdisciplinare di ricerca Biopsicocibernetica www.biopsicocibernetica.org.


Per la prima volta sarà impiegata sul campo la macchina fotografica Futura progettata da Gullà. Un oggetto unico al mondo, in grado di esplorare regioni delle spettro elettromagnetico in cui l’occhio elettronico non si era mai spinto sino ad oggi.


Il perito bolognese si è convinto a sperimentare la sua creazione sulla Pietra dopo la missione del 3 luglio scorso, in cui è stato testimone del passaggio ravvicinato di una sfera intermittente: ne pubblichiamo l’immagine in questa pagina. Come abbiamo riferito nel GdR di sabato scorso, gli apparecchi avevano rilevato picchi insoliti di radioattività. Ma Gulla è rimasto colpito anche dai picchi di onde radio Vlf a bassissima frequenza registrati il 7 luglio: «Sono le stesse frequenze - rivela - che avevamo rilevato nel 2004 nel nostro Laboratorio da persone in meditazione: fenomeno confermato nel 2009 da una ricerca militare condotta nella Repubblica Ceca».


Dottor Gullà, cosa è successo nella notte del 3 luglio?

Abbiamo registrato una strisciata luminosa, di fatto una sfera in movimento, visibile unicamente con una macchina che fotografa nella gamma dell’ultravioletto. Lì per lì ho pensato a un fenomeno di fluorescenza provocato dall’impatto di alcuni raggi cosmici con l’atmosfera. Poi però ho potuto fotografare un altro oggetto lampeggiante a bassa quota, sempre visibile soltanto nella banda dell’ultravioletto, nello stesso punto dove la sera precedente Massimo Teodorani aveva visto a occhio nudo il passaggio di una sfera luminosa. Veramente qualcosa di insolito, da approfondire.

 

Che idea si fatto delle “sfere” luminose?

Anche se dagli anni 80 fotografo il mondo dell’invisibile, mi sono avvicinato a questo fenomeno da poco tempo. Per me la risposta è veramente difficile. Si può pensare a fenomeni naturali dovuti a qualche interazione non chiara fra energie di campo e gas atmosferici, oppure - come sostiene Teodorani - a fenomeni di accensione elettrostatica dovuta al movimento di quarzi del sottosuolo. Oppure a stati differenti del plasma, cioè forme di energia che ancora non conosciamo. Bisogna indagare, studiare. Non possiamo neppure escludere fatti di altra natura, ad esempio militari.


Cioè?

Hanno visto elicotteri strani sopra la Pietra, mentre non risultavano esercitazioni militari.


C’è chi ipotizza un’interazione delle sfere con l’osservatore, che “risponderebbero” a segnali laser...

Non ho alcuna esperienza diretta. Per quanto possa fidarmi delle persone, per me è un aneddoto. Ripeto, siamo agli inizi della ricerca, direi quasi all’anno zero.


Eppure la documentazione è notevole. Lei che ne pensa?

Non ci sono più dubbi sull’esistenza delle “sfere”. Sono fenomeni reali, e per me è quello che conta. Sono dodici anni, da Hessdalen in poi, che si raccolgono dati anche nel nostro Paese. E dai rapporti che ho potuto esaminare i fenomeni della Pietra hanno la stessa tipologia di quelli registrati in diverse aree del mondo: è arrivato il momento di fornire la conferma che questi dati sono incontrovertibili, non contraffatti. Convincere la comunità scientifica nazionale. E “Futura” è molto indicata per questa indagine.


Proprio di questo volevo chiederle. Ci può parlare della supermacchina?

Non ne esiste un’altra al mondo con requisiti similari. La caratteristica più importante è il sensore, in grado di coprire una gamma di frequenze elevatissima, perciò con la possibilità di una sperimentazione serrata anche nelle ore del giorno, e non soltanto di notte. Inoltre è sensibile a pochi sciami di fotoni: possiamo dire che è in grado di “vedere” il nulla.
E’ unica anche sotto il profilo della sicurezza, con hardware e software esclusivi. Di conseguenza i file - cioè le immagini - non possono essere manipolati: una garanzia fondamentale per la credibilità della ricerca e per la stessa comunità scientifica. E’ interattiva, perché può emettere segnali elettromagnetici, e infine offre una soluzione al problema della ripetibilità del dato.


Vale a dire?

Quando osserviamo un fenomeno sulla Pietra se va bene lo fotografiamo più volte, se va meno bene lo fotografiamo una volta sola, se invece va male non registriamo niente. Con Futura invece abbiamo la possibilità di esplorare contemporaneamente otto bande di frequenza diverse, di intercettare un segnale visibile su un determinato settore dello spettro mentre è invisibile negli altri. Potremo raccogliere una massa di informazioni senza precedenti, fotografando su bande mai esplorate da nessuno prima d’ora.
Con Futura è come accendere un televisore che permette di vedere un altro mondo rimasto sinora sconosciuto. Se tanto mi dà tanto, avremo moltissime sorprese.


Futura è stata presentata in febbraio. La sperimentazione è in corso da pochi mesi. Cosa avete visto sinora?

In laboratorio abbiamo osservato alcuni fotoni emessi dalla cute umana, e un forma luminosa apparsa tra un medium e una persona che interagiva con lui: prima non c’era niente, poi tra i due si è formato come un “ponte” che ha assunto le sembianze di un volto umano. Potrebbe essere una forma-pensiero, e Futura l’ha fotografata. 

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