E’ morto Erio Bertani, ex presidente della latteria di Tabiano

I funerali avranno luogo oggi alle 16, nella vecchia chiesa di Viano (partenza alle 15 dalla camera mortuaria di Reggio)

Reggio Emilia, Italia, 2018-09-10

I funerali avranno luogo oggi alle 16, nella vecchia chiesa di Viano (partenza alle 15 dalla camera mortuaria di Reggio)

E’ una Reggio tutta più povera quella che saluta oggi alle 16, nella vecchia chiesa di Viano (partenza alle 15 dalla camera mortuaria di Reggio), Erio Bertani, 77 anni, ex presidente della Latteria di Tabiano, nell’Appennino a 450 metri, e persona dal cuore grande. Prima camionista, quindi agricoltore e allevatore, divenne presidente di una latteria che, sotto il suo mandato, arrivò, con 13 soci, a produrre 12 mila forme di Parmigiano Reggiano, da latte proveniente per il 90% da prati ad agricoltura biologica. Era l’inizio del nuovo millenio e, in quel tempo, sotto la guida di Bertani il caseificio intraprese alcune scelte felici: un nuovo spaccio, il percorso per il riconoscimento del marchio di montagna per questo prodotto Dop, i primi concorsi che valsero, alla Nazionale del Parmigiano Reggiano, il primo di una lunga serie di premi. 

Infatti, nel 2001 fu il ministro in persona a firmare il successo di questo “Formaggio d’autore” in un prestigioso concorso nazionale a Saint Vincent e Bertani salì di persona a ritirare il premio dalle mani del giornalista Sandro Vannucci e di Gerard Beneyton.
“A persone come Erio devono a loro modo molti agricoltori di montagna – lo ricorda Gabriele Arlotti, della Nazionale del Parmigiano Reggiano – per avere creduto da subito nella distintività di questo prodotto, ma anche per averlo fatto conoscere al di fuori dei confini locali. Solo tre anni fa Erio volle battere all’asta per la Onlus ‘Aiutiamo il mondo’ di padre Marco e il progetto la Forma del Cuore e le missioni in Centrafrica, una forma di 15 anni d’età col primo marchio di montagna che aveva acquistato personalmente tre lustri prima. Gliene siamo grati”.

Nel 1997 la Bbc inglese era salita nel suo caseificio per scoprirne i segreti. Ritirato a pensione, aveva lottato duramente contro la malattia e, prima dell’ultima settimana, aveva voluto salutare al telefono molti amici. Lascia l’amata moglie Susanna, con la quale abitava nella frazione di Campovolo, i figli Marco, Fabio, Simona e Claudia. Commentanto il ruolo della donna nella famiglia rurale Erio disse: “Le donne sono determinanti, è così nella mia azienda. Ma è così da tutte la parti: perché lavorano bene e sono profondamente impegnate e coinvolte nel lavoro aziendale. Sono delle vere imprenditrici. Le aziende? Vanno avanti grazie alla serietà delle donne…”

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