Una vita dedicata alla cultura, è morto il professore Ugo Bellocchi

Lo studioso e giornalista si è spento al Santa Maria Nuova a 90 anni

Reggio Emilia, Italia, 2011-07-18

Lo studioso e giornalista si è spento al Santa Maria Nuova a 90 anni

di Otello Incerti


REGGIO EMILIA (18 luglio 2011) - Il professore Ugo Bellocchi è scomparso a 90 anni: si è spento l’altra notte all’ospedale. I funerali oggi pomeriggio, alle 16, partendo dall’obitorio del Santa Maria Nuova per la vicina chiesa di San Pellegrino. Il professore, come Bellocchi era noto, non era solo un titolo accademico: era il riconoscimento, deferente e ammirato, a un uomo che ha dedicato la sua vita allo studio, al giornalismo, alla ricerca storica, e che ciò facendo ha scritto anche un numero enorme di volumi. Un professore che non esitò a scendere in piazza quan-do, era l’inverno 1985 - 1986, l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi decise che il Tricolore era nato a Milano, all’epoca “da bere”. Era stato proprio lo studioso Bellocchi, nel 1963, a scoprire, in una descrizione che compariva negli atti della Repubblica Cispadana, come doveva essere fatto il primo Tricolore, e nella battaglia contro la pretesa craxiana calò il peso della sua cultura. Non solo: lui, uomo molto più a suo agio con il silenzio di biblioteche ed archivi, si improvvisò paroliere, componendo un “Inno del Tricolore” musicato da Enghel Gualdi. Vi si ricordava che il vessillo era “di fil giacobino” e fu presentato in una manifestazione alla Sala Verdi, gremita di reggiani non intenzionati a farsi scippare la primogenitura della bandiera, e fu un grande successo. Ricordiamo questo episodio perché Bellocchi, a parte la ristretta cerchia degli studiosi e dei giornalisti, non era noto al grande pubblico. In quella occasione molti scoprirono il suo lato gioviale, ironico e determinato insieme. Ma la sua storia, già allora, incuteva rispetto. Due lauree alla Cattolica, compagno di studio e poi di insegnamento di Nilde Jotti, direttore della Biblioteca Panizzi per ventun anni, docente di storia del giornalismo alla Cattolica, direttore della pagina reggiana del Carlino dal 1942 al 1945, e poi, dopo la Liberazione, rifondatore del periodico “La Giustizia”di Camillo Prampolini, direttore del Carlino a Reggio e poi, dal 1954, direttore delle edizioni provinciali regionali. Aveva scritto una monumentale “Storia del giornalismo italiano” in 8 volumi”. Una storia della quale lui faceva già parte da tempo. Lascia la figlia Lisa e il cognato monsignor Pietro Iotti. A Lisa, giornalista al Tg3 regionale, vanno le condoglianze del direttore e della nostra redazione.
 

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