Strage di Sabbione: Duò era seguito dall'Ausl, ma "non aggressivo"

Reggio Emilia, Italia, 2009-08-31

I carabinieri: nessun segno di dissesto finanziario

REGGIO EMILIA (31 agosto 2009) - Davide Duò era seguito dal Centro di Salute Mentale di Reggio Emilia da circa due anni, ed era tranquillo e non aggressivo. Lo scrive, dopo la strage famigliare di Sabbione di Reggio Emilia, la Direzione sanitaria dell'Azienda Usl, che si dice "costernata".  "Il paziente - spiega la nota -  veniva seguito con regolarità in ambulatorio e non si è mai reso necessario un ricovero in ambito psichiatrico. Il Signor Duò aveva un buon rapporto con gli operatori del Servizio, era collaborativo rispetto alle indicazioni terapeutiche e non ha mai mostrato segni di aggressività".

I carabinieri: nessun segno di dissesto finanziario. "Non ci sono segni apparenti di dissesto finanziario o di condizioni particolari". A dirlo è il colonnello Giovanni Fichera, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, i cui uomini stanno cercando di fare luce sulla strage familiare di Sabbione. "Anche le persone che abbiamo sentito - ha spiegato - amici  e familiari, non avevano conoscenza di situazioni particolari". Certo, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi su quale disagio abbia potuto provocare il comportamento di Davide Duò, e nessuno trascura quel dettaglio del lavoro perso oltre due anni fa. Ma resta il fatto che allo stato per i carabinieri quella di Duò era una famiglia normale con due stipendi che entravano regolarmente, quello della moglie e quello del figlio, e che non doveva pagare l'affitto della casa dove viveva perchè i rapporti con la padrona erano pressochè filiali.

"Stiamo lavorando per ricostruire il quadro - ha spiegato il colonnello - ma non è facile, anche perchè l'unica testimone non può essere sentita", dice riferendosi alla padrona di casa tuttora in prognosi riservata. La donna dovrebbe essere l'unica ad aver subito l'aggressione quando non era a letto. L'ipotesi principale resta quindi quella della follia improvvisa. "Sicuramente si tratta di un raptus - ha sottolineato il colonnello - ma come sia maturato non lo sappiamo, anche se non abbiamo elementi determinanti per dire che all'origine del gesto ci sia la mancanza di soldi".

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