Slot machine nei bar, è un giro da 46 milioni di euro al mese

“Senza di loro il 60% delle attività chiuderebbe"

Reggio Emilia, Italia, 2012-03-03

“Senza di loro il 60% delle attività chiuderebbe"

Reggio Emilia (3 marzo 2012) Alla fine degli anni ‘70 nei circoli reggiani iniziarono a comparire i videopoker con il telecomando. Ce n’erano molti anche nei locali dove si praticava il gioco d’azzardo illegalmente. Nei bar invece c’erano al massimo i flipper o i videogames come il Pacman. Gianfranco, che oggi si occupa di procacciare clienti per le società che noleggiano le slot, è in questo settore da decenni ed è un’enciclopedia vivente sulla storia del gioco d’azzardo in città. Racconti su questo mondo, delle bische fumose dove si perdeva anche la casa e le sale da biliardo popolate da “spacconi”, Gianfranco ne ha a non finire. «Mi ricordo le retate. Una volta stavo mettendo a posto le macchinette al quinto piano di un palazzo e sono arrivati i carabinieri: sono saliti dalle scale antincendio e sono entrati dalle finestre....».
Poi nel business del gioco d’azzardo è entrato lo Stato e così ciò che prima era illegale è diventato legale. «Lo Stato ha deciso che non era il caso di lasciare tutti quei soldi agli altri. Così l’hanno legalizzato» spiega Cristian, socio di una delle sei o sette ditte con sede a Reggio che noleggiano le slot.
Oggi le slot, newslot per la precisione, e non videopoker come si dice erroneamente, hanno invaso i bar reggiani. Si trovano anche nelle tabaccherie e nei circoli. Nel 2011 a Reggio nelle newslot e nelle videolottery sono stati raccolti 551 milioni di euro, quasi 46 milioni al mese, per una spesa pro capite di 1.168 euro a reggiano (solo in altre 5 province italiane la spesa è più alta).
Mentre il giro d’affari è certo, stimare quante slot ci siano a Reggio è più difficile. «Le autorizzazioni per bar e ristoranti sono 1.872 - dice Alessandro Grande, segretario della Fipa Confcommercio di Reggio - A questi dati bisogna aggiungere altre 496 attività, di cui 296 circoli. In totale parliamo di 2.368 attività».
«Almeno l’80% dei bar ha le macchinette - aggiunge GIanfranco - e ogni locale ne ha una media di 2 o 3, perché c’è chi ne ha 8 e chi soltanto una». Dunque parliamo di circa 1.900 locali, senza considerare le tabaccherie, con una stima di circa 4.500 macchinette in totale.
«Mi sento di dire che il 60% dei locali senza gli introiti prodotti dalle slot chiuderebbe - dice Gianfranco - Alcuni con le sole consumazioni non ce la fanno. I baristi guadagnano il 25% di quello che incassano con le consumazioni e molti non ce la fanno ad andare avanti». Grande di Confcommercio conferma: «Sì, le cose stanno così. Per molti bar le slot sono la fonte principale di guadagno».

LO STATO
VINCE SEMPRE

Veniamo dunque agli incassi e ai guadagni dei soggetti interessati: il barista, il noleggiatore e i Monopoli di Stato. Queste macchine sono collegate in rete ai provider delle concessionarie, come Sisal o Lottomatica. Il 12,8% dell’incasso lordo finisce al Monopolio e l’1% ai gestori della rete. Le macchine sono programmate per restituire nel corso di un ciclo, in media 30mila giocate (e comunque non oltre le 140.000), il 75% del denaro incassato. Dal 25% di incassi che rimane bisogna detrarre il 12,8% della raccolta lorda che va al Monopolio e l’1% a chi gestisce la rete. Dunque l’utile che resta effettivamente al netto delle tasse è l’11,2% della raccolta lorda .
L’utile se lo spartiscono al 50% noleggiatore e barista. «Ci sono anche baristi che vogliono una quota maggiore - dice Gianfranco - e in questo campo entra in gioco la concorrenza tra le varie società. Alcuni pretendono il 60%. Al 70% il guadagno del noleggiatore viene azzerato».

GIRO D’AFFARI
Facciamo un esempio concreto. «In media ogni mese il profitto lordo prodotto da una macchinetta è 2.500 euro” spiega Gianfranco. Vuol dire che i giocatori ve ne hanno messi almeno 10.000 e ne hanno vinti 7.500. Al netto delle tasse da pagare ai Monopoli, restano mille euro da dividere in parti uguali fra barista e noleggiatore.
«Chi ci guadagna di più sono i baristi e lo Stato - dicono Christian e Gianfranco - Il noleggiatore ha i costi di gestione e deve fare fronte ai tanti furti». Già, i furti. Ormai sono quasi quotidiani, i ladri sfondano le vetrate e portano via le slot. «Nessuna assicurazione copre questo danno - dice Christian - Inoltre lo Stato vuole la sua parte anche se l’incasso sparisce». 

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