Parla Mohammed, ex militare magrebino: "Vi spiego lo spaccio in città"

Un 40enne africano ha deciso di raccontare la sua storia

Reggio Emilia, Italia, 2012-04-07

Un 40enne africano ha deciso di raccontare la sua storia

di Alessandro Bettelli

REGGIO EMILIA (7 aprile 2012) -
Dovevo mangiare e assistere i miei 6 figli: per questo, quando sono arrivato in Italia, non ho avuto altra scelta se non quella di spacciare». Mohammed (nome di fantasia ndr) è un magrebino di 40 anni che ha accettato di raccontare la sua storia al Settimanale per lanciare un messaggio positivo ai giovani reggiani e «anche perché tanto quando la pubblicherai sarò già nel mio Paese».
Quando sei arrivato in Italia?
Nel 2004.
Come?
In nave. Mi sono imbarcato in Libia, dove conoscevo una persona.
Quanto è durato il viaggio e quanto hai speso?
Siamo stati tre giorni in mare, e ho dovuto pagare 2mila euro. E mi è andata bene, perché in genere si pagano 4mila euro a testa.
Cosa facevi nel tuo Paese?
Ero un militare, facevo parte di un reparto speciale dell’esercito da 11 anni.
E poi?
Poi il regime mi ha cacciato e, senza lavoro, sono partito.
Perché sei stato cacciato?
Avevano scoperto che mio cognato (il marito di mia sorella) era entrato a far parte dei Fratelli Musulmani, una delle più importanti organizzazioni islamiche con un approccio di tipo politico all’Islam. E la cosa era inconciliabile con il regime del mio Paese.
Dunque, sei partito dalla Libia e sei arrivato...?
A Lampedusa. Lì mi hanno dato il foglio di via, che obbliga a lasciare il paese entro 5 giorni. Ma in 5 giorni si fanno tante cose e allora sono arrivato a Reggio.
Perché proprio a Reggio?
Avevo degli amici che mi avevano parlato bene della città.
E quando sei arrivato dove sei andato?
A casa di amici, molti di loro clandestini.
E dove abitavate?
In un appartamento del centro. Eravamo in 5 e pagavamo 600 euro di affitto al mese.
In nero?
No, il contratto di affitto era regolare e registrato. Uno di noi, infatti, aveva un lavoro ed era in regola col permesso di soggiorno.
Come hai iniziato a spacciare?
Ero senza soldi e allora un ragazzo tunisimo mi ha prestato 100 euro. Con quei soldi mi sono barcamenato per una settimana, dopodiché sono finiti.
E cosa facevi durante il giorno?
Mentre cercavo un lavoro e qualcuno che mi mettesse in regola, facevo qualche lavoretto qua e là in nero.
Facciamo un passo indietro: eri rimasto senza soldi. Che hai fatto?
Ho chiesto un nuovo prestito a quel ragazzo tunisino, che mi ha dato altri 100 euro.
E poi?
Dopo due settimane è venuto da me chiedendo di restituirglieli. Ma non li avevo.
Dunque?
Mi ha detto: devi ridarmeli, se non li hai, vieni a lavorare con me.
Spacciava droga?
Sì.
Hai accettato?
Non avevo altra scelta.
E che ti faceva fare?
Inizialmente mi ha chiesto di tenergli in casa della droga. Poi ho cominciato a spacciare anch’io.
E i tuoi coinquilini sapevano di avere in casa della droga?
Non me lo avrebbero consentito, quindi non glielo dissi.
E dove spacciavi?
Per strada, ai giardini.
E come avviene lo spaccio?
Eravamo in due: lui, che era conosciuto sulla piazza, prendeva gli ordini, e io consegnavo la roba.
Quindi lavoravate in due: uno gira senza droga in tasca, l’altro fa le consegne. Come e dove la nascondevate la droga?
Dipende: i pezzi piccoli li nascondevamo nel parco, vicino a un albero, a una panchina...Ma quando c’erano gli ordini grossi, allora con la bicicletta andavo nel “magazzino” a prenderla.
Magazzino?
Sì, insomma, il garage in cui nascondevamo la droga.
Hai parlato di “ordini grossi o piccoli”: in che senso?
Chi spaccia conosce la legge, quindi sa i quantitativi coi quali può essere beccato e quelli con cui può avere dei problemi.
Non avevi paura dei controlli di polizia e carabinieri?
Certo e anche tanta. Ma non mi hanno mai preso, anche perché sono un ex militare e dunque sono molto attento.
Quindi lavoravi in società col ragazzo tunisino?
Per un periodo sì. Poi lui è stato arrestato e mi sono messo in proprio.
Cosa spacciavi?
Sempre e solo fumo: hascisc e marijuana. Mai cocaina o eroina.
Perché?
Quella è roba che fa male davvero e crea dipendenza. Io spacciavo per mantenere i miei 6 figli e per mangiare, e lo consideravo un’occupazione temporanea, perché nel frattempo continuavo a cercare un lavoro regolare.
Già, ma intanto spacciavi ai ragazzini...
No! Mai venduto niente a un minorenne: i miei clienti erano tutti grandi.
Che facevi, chiedevi la carta d’identità?
No, ma si vede quando uno ha 20 anni e non 16.
Quanto spacciavi a settimana?
Ero arrivato a superare i 5 chili.
Da solo?
Sì.
E a Reggio quanti chilogrammi di “fumo” si spacciano a settimana?
Mah, credo fra i 150 e i 200 chilogrammi. Ma solo di hascisc e marijuana.
Da dove arriva la droga?
Io avevo un contatto a Milano, ma arriva anche da Genova, Firenze, Torino.
E tu la andavi a prendere a Milano?
No. Io andavo a Milano a vedere la merce e a contrattare. Poi, una volta raggiunto l’accordo, me la facevo portare a Reggio.
Come e da chi?
Da un corriere.
Spiegami meglio...
Arrivava una persona in treno alla stazione di Reggio e io andavo a prendere la merce.
Ma non è rischioso?
In treno no. I controlli, generalmente, vengono fatti all’interno delle stazioni e non sui treni, sicché quel ragazzo posava la valigia nel vano portaoggetti a Milano, si sedeva nello scompartimento vicino, sì da poter controllare che non gli portassero via la borsa, e la riprendeva alla stazione di Reggio.
Quindi scendeva alla stazione?
No, rimaneva sul treno. Mi passava solo la valigia e poi proseguiva per Modena prima di tornare indietro.
E quanto pagavate questo corriere?
Il viaggio Milano Reggio costava 200 euro.
Quanto guadagnavi al mese?
Circa 200-250 euro al giorno, quindi dai 6mila ai 7mila euro al mese, circa.
Ma la droga che prendevi a Milano, da dove arriva?
In genere dal Marocco. Parte da lì e arriva sulle coste spagnole. Dalla Spagna arriva in Francia e da lì in Italia. Ma oltreché via mare, può arrivare, sempre facendo il medesimo tragitto anche in auto.
Dal Marocco all’Italia via auto?
Sì, basta nasconderla nel serbatoio del carburante. I cani non se ne accorgono e così si portano in Europa dai 10 ai 20 chilogrammi di droga alla volta.
E la cocaina?
Quella la portano gli africani. La ingeriscono, poi la recuperano nelle feci.
E le pasticche, tipo ecstasy?
Quelle le vendono gli italiani o quelli dell’Est in discoteca. Non ne so niente.
Ma quali sono le zone dello spaccio a Reggio?
Sono più di una: se vuoi droga da fumare - hascisc o marijuana - vai ai giardini, altrimenti nelle zone della stazione e di via Turri trovi di tutto: dall’eroina, alla cocaina al fumo.
Sono zone suddivise fra etnie?
Diciamo che nella zona della stazione operano per lo più i neri africani che spacciano cocaina ed eroina. Marocchini, algerini e tunisini vendono soprattutto fumo.
Niene cocaina ed eroina?
Vendono anche quella, ma sono specializzati sul fumo.
Spiegami un attimo: date queste macroaree, uno è libero di spacciare come e quando vuole o ci sono organizzazioni che gestiscono il territorio?
Basta mettersi d’accordo. Di certo tu non puoi domani mattina metterti a spacciare al parco senza che tu abbia problemi...
In che senso?
Qualcuno verrà da te a dirti che gli stai rubando i clienti e che, se non vuoi problemi, devi andartene.
Le risse fra magrebini sono dunque riconducibili a faide legate allo spaccio?
Sì.
Quali sono gli orari dello spaccio?
Ai giardini si può comprare droga dalle 2 del pomeriggio sino a mezzanotte.
Quindi avete orari predefiniti?
E’ il mercato che li fa. Chi compra il fumo non è un tossicodipendente, lavora a o va a scuola, per cui sono pochi gli acquirenti durante la mattina. Discorso diverso per l’eroina e la cocaina: per queste droghe il mercato è sempre aperto, perché il tossicodipendente ha sempre bisogno. Ma per queste droghe bisogna andare nella zona della stazione.
E quanto costa la droga a Reggio?
Dipende dal tipo di droga.
Facciamo degli esempi: la cocaina.
La spacciano soprattutto gli africani, e la fanno pagare dai 50 agli 80 euro. Ma fa schifo...
In che senso?

Te ne vendono un grammo a 50/80 euro, ma in realtà è 0,6/0,7 grammi.
E i magrebini?
Le vendono fra gli 80 e i 120 euro al grammo, ma in questo caso è davvero un grammo di droga.
Come mai il prezzo oscilla in una forbice del 50%, dagli 80 ai 120 euro?
Perché dipende a chi la vendono.
In che senso?
Agli arabi fanno un prezzo di favore, dunque diciamo che la vendono attorno agli 80 euro al grammo, mentre ai reggiani non fanno sconti e gliela fanno pagare di più.
E qual è il grado di purezza?
Con un chilogrammo di cocaina ne fanno dieci. Quindi è pura al dieci per cento.
Con cosa viene tagliata la cocaina?
Dipende, ma che io sappia la tagliano col metadone e con il latte in polvere per neonati.
E il fumo quanto costa?
Sulla marijuana sono poco informato, ma sull’hascisc ti posso dire che 100 grammi vengono venduti agli arabi a 300 euro, mentre ai reggiani e agli italiani in generale a 400/450 euro.
E l’eroina?
Quella la vendono soprattutto i marocchini. Ma il prezzo non lo so.
Ci sono donne che spacciano?
Certo, ma non sono arabe.
Cioé?
Sono reggiane tossicodipendenti che, per la dose o perché hanno il fidanzato magrebino che spaccia, si prestano a questo mercato.
Come?
Facendo anche i corrieri dalle altre città. Sono italiane, danno meno nell’occhio, e allora spesso si prestano a fare viaggi in treno portando con sé la droga.
Per quanto hai spacciato?
Per 2 anni.
Perché hai smesso?
Per due motivi: hanno arrestato parecchie persone che spacciavano insieme a me e quindi avevo paura, poi perché avevo trovato un lavoro regolare.
Che lavoro?
Con la sanatoria per colf e badanti mi sono messo in regola, ho trovato lavoro come muratore e dopo poco sono diventato artigiano. A quel punto ho deciso di smettere.
E da artigiano quanto guadagnavi?
Anche 2.500 euro al mese. Dipendeva dai periodi.
Dunque hai lasciato un lavoro da 6mila euro per uno da 2.500?
Esattamente. Quel lavoro non mi piaceva: era pericoloso e poi era fuorilegge. E poi da artigiano sono riuscito a mettere da parte quei soldi che mi servivano per tornare nel mio paese a fare una vita normale.
Quindi ti sei pentito di spacciare?
Era una necessità, dovevo farlo per i miei figli, ma appeno ho potuto ho smesso.
E non ti senti in colpa per tutte le persone alle quali hai spacciato droga?
Certo che mi dispiace, anzi. Se ti sto dicendo queste cose è perché voglio lanciare un messaggio ai ragazzi reggiani.
Lancialo...
Ragazzi non drogatevi: quello che comprate al parco è una schifezza. La droga è sempre una cosa che fa male, ma quella che si vende a Reggio ne fa ancora di più: è tagliata con sostanze davvero pericolose per la salute. Quindi, vi consiglio: non fatelo!

 

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