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Festa della badante, il ringraziamento della città alle donne straniere
Il 18 e il 19 giugno la terza edizione

VICENZA, 16 GIUGNO 2011 - Torna la festa della badante, e quest’anno raddoppia. La terza edizione dell’evento ideato nel 2009 dal sindaco Achille Variati per esprimere il ringraziamento della città alle centinaia di donne straniere impegnate in numerose famiglie vicentine nell’importante ruolo sociale di assistenti agli anziani, si articolerà quest’anno in due giorni, sabato 18 e domenica 19 giugno. La manifestazione è organizzata dall’assessorato alla famiglia e alla pace con la partecipazione di Aim, Acque Vicentine, Protezione civile del Comune, Croce Rossa di Vicenza e con il sostegno dell’Ufficio Diocesano Migrantes. Collaborano inoltre le stesse badanti, dato che nel frattempo si sono riunite in un’associazione, la “Orizzonti comuni”, di cui fanno parte soprattutto lavoratrici ucraine, moldave e romene, ma anche italiane, pakistane e cinesi. Il primo momento in programma sarà di sensibilizzazione e dibattito: sabato sera 18 giugno alle 17 nella sala Lampertico del cinema Odeon in corso Palladio 176, alla presenza di alcune attrici verrà proiettato il docufilm “Dolya, le donne del destino” di Pierluigi Ferrandini, premiato alla mostra del cinema di Venezia nel 2009. Il giorno dopo, domenica 19 giugno alle 16, invece, andrà in scena la festa vera e propria in Campo Marzo, come nelle due edizioni precedenti, in quanto luogo di ritrovo domenicale delle badanti nel loro giorno di riposo. Le badanti assieme a tutti coloro che vorranno partecipare ascolteranno musica e danzeranno sulle note dei tradizionali brani ucraini e moldavi grazie alle esecuzioni del quartetto moldavo “Formatia Trial”, all’animazione del gruppo di danze popolari “La Farandola” e agli allievi delle scuole di lingua ucraina di Venezia e Vicenza. “Il lavoro di queste cittadine straniere è di fondamentale importanza – dichiara l’assessore alla famiglia e alla pace, Giovanni Giuliari - non solo per il fondamentale sostegno assistenziale, ma anche per le capacità umane, che permettono all’anziano, spesso non autosufficiente, di essere seguito nel migliore dei modi. Ciò deve portare a ripensare la gamma di servizi che vengono offerti dai settori sociali alle famiglie con anziani o con persone non autosufficienti – aggiunge l’assessore -. I nostri servizi sociali territoriali hanno rilevato, ad esempio, la necessità di un approccio che permetta di sostenere percorsi formativi elementari (lingua italiana, espressioni dialettali, elementi teorico-pratici di cura della persona e di conoscenza delle istituzioni sanitarie) o di apprendimento pratico-operativo, attraverso il tutoraggio di operatori professionali, scelti tra assistenti domiciliari o altro personale con funzioni di accompagnatore e formatore. E in questa direzione ci siamo mossi nel presentare progetti sperimentali che permettano di agevolare l’organizzazione delle famiglie, compresa, magari, la possibilità di usufruire di rapide sostituzioni, sia per ferie sia per emergenze, con assistenti familiari presenti in appositi elenchi tramite protocolli operativi con gli enti che li aggiornano e li detengono”. L’unica informazione certa sul numero delle badanti presenti in città arriva dal numero di assegni di cura, cioè i contributi chiesti dalle famiglie al settore interventi sociali del Comune per spese relative soprattutto all’assistenza di anziani non autosufficienti, oltre che di disabili. Negli ultimi quattro anni sono state presentate 1.307 domande e nel 2010 ne hanno beneficiato 427 persone. Tra queste, 105 specificatamente per una badante. Il numero reale delle badanti, tuttavia, è sicuramente molto più alto: può infatti richiedere l’assegno di cura solo chi non supera un dato limite di reddito, senza contare che si avvalgono dell’aiuto di badanti anche molti altri anziani, autosufficienti, e che quindi non hanno diritto al contributo. “Le badanti sono una presenza fondamentale nel nostro tessuto sociale – evidenzia Luciano Carpo dell’ufficio diocesano Migrantes di Vicenza -. La loro è una professione di congiunzione tra mondi culturali, ma anche un privilegiato rapporto sociale e umano che aiuta a superare gli stereotipi con i quali i telegiornali ci ossessionano. Alcune di loro, infatti, sono in grado di recitare poesie, di esprimersi artisticamente, di suonare e danzare in sale pubbliche e in centri culturali. Intervengono con grande competenza in dibattiti e conferenze, operano come mediatrici interculturali e linguistiche nei condomini. Non dimentichiamo quindi che sono ‘persone’ che arrivano da lontano per assistere in Italia altre ‘persone’”. È lo stesso ufficio Migrantes che fornisce alcuni numeri sulle badanti, partendo dal dato di fatto per cui l’Italia è il Paese più vecchio e con il più basso tasso di fertilità d'Europa. Secondo l'Istat, nel 2013 l'11% degli italiani supererà gli 80 anni, e quindi un cittadino ogni dieci avrà bisogno di cure assistenziali continuative, con spese crescenti per le famiglie e un peso per l’erario pubblico. Se molti dei nostri anziani non finiscono nei ricoveri (dove i posti sono limitati e assai costosi), ma continuano a stare nella loro casa e tra i loro affetti, è proprio grazie alle badanti, che sono oltre 700 mila. Il 38% arriva dall’Ucraina, il 28% dalla Moldavia, il 12% dalla Romania. L’età media è di 41 anni e quattro su cinque hanno lasciato in patria una famiglia con genitori o con figli. La maggioranza ha un’istruzione medio-alta: il 36% ha la laurea, il 38% il diploma di scuola superiore. Il 60% faceva impiegata, e alcune svolgevano la professione di medico o erano manager, funzionarie di banca o docenti universitarie. Parlano correntemente due o tre lingue. Qualcuna scrive poesie con pubblicazioni tradotte in vari Paesi. Altre ancora sono pittrici o musiciste con specializzazione in violino. Alcune infine hanno frequentano corsi specializzati per la cura dell’Alzheimer e chiedono che la Regione Veneto istituisca un apposito albo professionale. Per informazioni: 0444 222539, assintsociali@comune.vicenza.it.

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