

REGGIO EMILIA (29 luglio 2010) - I rappresentanti delle città capofila delle società Enìa e Iride: Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Genova e Torino, e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato ieri a Reggio, città sede legale di Iren, un Protocollo d’intesa. Nel documento, il primo di questo tipo in Italia, si indicano le linee guida nei rapporti tra proprietà e rappresentanti dei lavoratori di Iren e il valore sociale degli obiettivi del nuovo Gruppo: controllo societario a prevalenza pubblica; radicamento e sviluppo dei servizi sul territorio; valorizzazione delle risorse umane e dell’occupazione; rispetto, in caso di appalti, delle norme nazionali in tema di legalità, sicurezza sul lavoro e tutela contrattuale; tempi del nuovo Piano industriale e istituzione di un tavolo di confronto tra le parti per sviluppare la partecipazione all’interno dell’azienda.
La realizzazione del progetto di fusione crea un operatore integrato che rappresenta uno dei maggiori competitor nazionali in questi campi, avendo un valore della produzione pari a circa 4 miliardi di euro e un numero di dipendenti pari a circa 4.900 unità. Il Protocollo è stato presentato alla stampa dal sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio e dal presidente della sesta Commissione consiliare Aziende e Società controllate e Politiche del lavoro del Comune di Genova, Alessandro Arvigo. Per le organizzazioni sindacali, i segretari confederali Fabrizio Solari (Cgil – Politiche Reti e Terziario), Fulvio Giacomassi (Cisl – Energia e Ambiente) e Paolo Carcassi (Uil – Sviluppo sostenibile e Reti). "Il mercato è importante, ma non è e non può essere tema esclusivo – ha detto il sindaco Delrio – Iren nasce anche per concorrere sui mercati, ma resta radicato, in linea con le vocazioni di Enìa e Iride, sul territorio mantenendo e sviluppando (sono previsti 600 milioni di investimenti): qualità e quantità dei servizi ai cittadini, fondo e tariffazione sociale per le fasce più deboli; occupazione, ricordo che la fusione non prevede esuberi, e professionalità dei dipendenti. Per il presidente Arvigo, "le parti sociali vengono coinvolte attraverso il Protocollo con concretezza e con un ruolo di protagonismo". In dettaglio le parti concordano su questi punti: i Comuni capofila delle società Iride ed Enìa, nel riconfermare la scelta del mantenimento del controllo e della gestione pubblica della nuova società, si impegnano a mantenerne almeno il 51 per cento delle azioni nel rispetto delle vigenti normative. Obiettivo prioritario dell’aggregazione deve essere lo sviluppo sia degli attuali servizi sia di nuove attività e servizi che incrementino il valore della società e le ricadute economiche, sociali e occupazionali nei territori in cui opera, rendendo compatibili la crescita dell’efficienza e della efficacia rispetto alla redditività.
Sarà peraltro necessario accompagnare l'implementazione delle nuove strutture organizzative, con un ampio e approfondito confronto con le Rappresentanze sindacali, in modo tale da gestire al meglio modifiche organizzative che dovessero comportare variazioni di posizioni, ruoli e profili professionali.
Il Protocollo ricostruisce, in premessa, le motivazioni che stanno alla base della fusione fra Enìa ed Iride, i passaggi e le caratteristiche più salienti del Gruppo Iren.
"L’impegno a non dichiarare esuberi - detto Delrio ai giornalisti - è legato però alla crescita del mercato perché Iren vuole essere protagonista in questo settore e crescere".