

CANOSSA (26 luglio 2010) - "Non dipingete un povero prete come un delinquente, sono stato solo un
ingenuo". Così don Valerio Beneventi, 81 anni, ha commentato con i giornalisti, al termine della sua prima messa dopo che la notizia del raggiro di cui è stato fatto oggetto è diventata di pubblico dominio.
C’era una certa curiosità, ieri a Canossa. La gente si chiedeva come il sacerdote avrebbe spiegato il fatto che per due anni ha continuato a consegnare a due balordi (i fratelli conosciuti dalle forze dell'ordine Paolo e Fabrizio Trombi, ora in carcere a Parma) cifre ingenti: duemila, cinquemila euro per volta, in un mese anche 80mila euro. I malviventi - loro sì, di certo - lo avevano prima blandito fingendosi persone bisognose, poi lo avevano ricattato e terrorizzato, paventando l’esistenza di terze persone alle quali dovevano parecchio denaro e facendo intendere: se non paghiamo, quelli fanno del male a noi, ai nostri figili e a te. E, per essere più "convinventi", avevano danneggiato l’auto del prete e messo in atto continue intrusioni notturne in canonica (anche se, su questo punto, non ci sono prove che siano stati i Trombi). Una storia incredibile, conclusasi con l’arresto dei due da parte dei carabinieri, ma che ha provocato allarme soprattutto per il bilancio finale: 413mila euro spariti, provenienti in parte dal conto personale del don e parte da quelle delle dieci parrocchie ed enti che il don gestisce - anche se, su questo punto, la Diocesi è intervenuta, dicendo che la somma è parecchio inferiore e che non c’è nessun “buco” cui far fronte.
Quindi, dicevamo, c’era molta attesa. Don Valerio si è presentato a celebrare messa accompagnato dal vescovo ausiliare monsignor Lorenzo Ghizzoni, che ha espresso la solidarietà e il pieno appoggio della Diocesi nei confronti del sacerdote. Quest’ultimo, al termine del rito, si è commosso e, alludendo alla vicenda, ha detto tra le lacrime: "Spero che ci comprendiamo e ci aiutiamo". I presenti hanno capito e per il don c’è stato un lungo applauso. Smessi i paraventi, don Valerio ha dichiarato: "Ho fatto solo la carità. Quei soldi erano miei: un parroco non può avere soldi suoi? Sono stato un ingenuo".