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Fiat, Marchionne: è anche possibile una uscita dal contratto
E' partito il tavolo tra governo, sindacati e azienda, i lavoratori fischiano

ROMA (28 luglio 2010) - Si è aperto il tavolo tra governo, sindacati e Fiat. I punti cruciali che vengono trattati sono il futuro dell'industria dopo la decisione di produrre una nuova auto in Serbia, il contratto di lavoro e il futuro di Pomigliano. All'incontro con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e l'amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne sono presenti i leader sindacali della Cgil, Guglielmo Epifani, quello della Cisl, Raffaele Bonanni e quello della Uil, Luigi Angeletti.
L'ad Sergio Marchionne ha spiegato che Mirafiori non sarà danneggiata dallo spostamento della produzione di una nuova monovolume in Serbia. Sul contratto ha invece detto che si "parla molto della possibilità della Fiat decida disdetta dalla Confindustria e quindi dal contratto dei metalmeccanici alla sua scadenza. Se necessario siamo disposti anche seguire questa strada, ma non abbiamo nessun preconcetto". Mentre per quanto riguarda Pomigliano il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha chiesto che vengano confermati i numeri su tutti gli impianti già prospettati nel piano industriale.
 


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