INCHIESTA 1/ Case e imprese: come vendere ai cinesi

Il Dragone fa shopping a Reggio

Reggio Emilia, Italia, 2013-07-06

Il Dragone fa shopping a Reggio

di Francesca Chilloni

 

REGGIO EMILIA (6 luglio 2013) - Piadinerie e hotel termali, capannoni industriali e bar, interi condomini e stabilimenti balneari, terreni e laghetti per la pesca sportiva ma anche laboratori artigianali di gastronomia con annessa vendita ed enormi sale giochi. Addirittura un castello del XIII secolo sui colli piacentini, con 72 stanze e piscina. Tutta la gamma delle attività commerciali e delle Pmi, nonché tutte le articolazioni del settore immobiliare sono ben rappresentate negli annunci di un portale web che sta spopolando in questi mesi di recessione. Si chiama “Vendere ai cinesi” ed è una sorta di enorme bacheca online contenente migliaia d’inserzioni dettagliate, esplicitamente rivolte a questo target, che si suppone danaroso. Il sito è il primo in Italia specificatamente concepito per ospitare annunci d’imprenditori e commercianti che desiderano passare il testimone ai cinesi o trovare un partner in affari con gli occhi a mandorla. Per questo le inserzioni sono riportate sia in italiano che in cinese mandarino, così come molti dei contatti riportano numeri di cellulare di persone che parlano cinese. Numerose anche gli annunci relativi a Reggio Emilia e provincia, segno del sempre maggiore interesse (e fiducia) che gli immigrati dalla Cina riscuotono tra i nostri connazionali.
Si dice che i cinesi siano affaristi, che pagano bene e paghino in contanti, subito. Le “leggende urbane” di trattive chiuse in pochi minuti con la consegna di valigette colme di banconote alimentano questa idea; in tempo di crisi molti esercenti ed imprenditori presi dalla stretta creditizia pensano così di risolvere i propri problemi, facendo cassa rapidamente e liberandosi di una attività non più redditizia oppure di un immobile altrimenti difficile da piazzare. E c’è forse chi – sempre sulla base di pregiudizi – pensa che l’affare si possa concludere eludendo regole e cautele: se il denaro è in contanti, poco interessa se chi paga lo ha incassato onestamente o facendo lavorare dei clandestini, se lo ha guadagnato euro dopo euro in modo pulito o stia riciclando proventi della prostituzione.
Ma al di là delle furberie e dei pregiudizi etnici, sono i dati del sistema camerale che mostrano come in Italia mentre le imprese calano, quelle con titolare cinese sono in controtendenza: allo scorso gennaio, erano oltre 41mila. I cinesi, peraltro, preferiscono lavorare in proprio (magari con i propri familiari) che essere dipendenti: una caratteristica che rende molto dinamico il loro inserimento nell’economia italiana.
Dietro a www.vendereaicinesi.it ci sono Alessandro Zhou, 25 anni, genitori cinesi ma nato in Italia, una laurea in Economia e Commercio alla “Bocconi”, e il giovane imprenditore Simone Toppino. La loro società (Mito srl) ha sede nel Cuneese e si occupa della completa gestione anche di un network europeo di altri portali, tra cui www.maimaiouzhou.com dove «MaiMai in cinese significa “compra-vendi” mentre Ouzhou significa “Europa”: descrizione perfetta per il nostro servizio di traduzione e pubblicazione rivolto alla compra-vendita in Europa».
I due spiegano che «L’idea del sito è nata per il forte interesse di imprenditori cinesi o sino-italiani all’acquisizione di attività commerciali e immobili su tutto il territorio nazionale. Si è quindi cercato un modo più efficace per mettere direttamente in contatto italiani e cinesi. Abbiamo scoperto in seguito che i Cinesi sia residenti in Italia che in Cina adorano e apprezzano il Made in Italy e sono state inserite nuove categorie per promuoverlo e sponsorizzarlo».
L’idea base è quella di «abbattere la barriera linguistica che fino ad ora ha diviso le due culture e ha reso difficili i rapporti economico-commerciali».
Nella vetrina reggiana, ai clienti cinesi si offre ad esempio un bar ristorante pizzeria in via XXIV Maggio a San Polo, «con cucina ben attrezzata e praticamente nuova. Arredamento molto carino adatto anche a un bel ristorante cinese. Ampia distesa estiva. Ampio parcheggio». Si rivolge a orientali danarosi, magari operanti nel settore tessile, l’inserzionista che per 350mila euro vuol vendere a Cadelbosco un «laboratorio con annessi uffici/appartamenti in ex caseificio ristrutturato con finiture di pregio. Tutti i lotti sono cablati, condizionati, riscaldati autonomamente, con ampio parcheggio privato e con ingresso indipendente. Posizione defilata ma vicina alle principali vie». Pensa ad un compratore con gli occhi a mandorla che non ha paura di rimboccarsi le maniche anche l’imprenditore di Gualtieri che vuol cedere una «azienda serigrafica bene avviata con buonissimo giro di lavoro e clienti. Ottima per conduzione familiare per lavoratori instancabili. Vendesi con attrezzature perfette e pacchetto clienti»; ad appena 95mila euro. Con 200mila invece si può comprare un negozio nel cuore di Reggio, situato in via Farini: «Ottimo investimento per nucleo famigliare. Buoni guadagni dimostrabili». Insomma Reggio è in vendita ed è un vero affare, ma non per i reggiani. 

Commenta l'articolo

Video del giorno

Gli Attimi di terrore dell'attacco a Nizza

Immagine del giorno

Sisma:per la messa del vescovo, alle spalle dell'altare improvvisata una croce con scale e caschi dei Vigili del fuoco

Sisma:per la messa del vescovo, alle spalle dell'altare improvvisata una croce con scale e caschi dei Vigili del fuoco

Guida ai comuni

Area download

  • Scarica Il Giornale di Reggio Edizione del 20/08/2016
  • Scarica la guida Aggiornamento Settimanale
  • Il nostro comune RUBIERA
Ricerca attivita

Il sondaggio

Parigi sotto attacco. Dopo gli attentanti di Parigi è giusta la decisione francese di bombardare Raqqa?

×