di Alessio Fontanesi
REGGIO EMILIA - Farmacie on line che vendono sostanze stupefacenti, medicinali fasulli e via discorrendo. E poi forum, blog, chatroom dove scambiarsi consigli pratici e cyber “istruzioni per l’uso”.
La situazione in Italia è allarmante, come emerso dalla relazione annuale del Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze nel nostro Paese. Per fronteggiare il problema il dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri ha messo a punto un progetto fortemente voluto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, e dal capo dipartimento Giovanni Serpelloni. L’iniziativa, chiamata “Droga & Internet”, è stata realizzata in collaborazione con la Polizia delle Comunicazioni, la Direzione centrale dei servizi antidroga del ministero dell'Interno (Dcsa) e la Croce Rossa Italiana. Lo scopo, spiega il Dipartimento, è di costruire un sistema di sorveglianza della domanda e dell'offerta di sostanze stupefacenti sul web. Duplice l’obiettivo: mettere in evidenza l'offerta di droghe, farmaci e sostanze psico attive e monitorare l'andamento e il tipo di domanda per mettere a punto strategie di prevenzione più efficaci sia nell' ambito socio sanitario, che in quello del controllo e della repressione.
La domanda di stupefacenti viene già monitorata attraverso il sistema di allerta del Dipartimento, la sorveglianza dei siti web e con “unità di strada” che, grazie a un primo contatto con i consumatori, potranno rilevare i metodi di consumo, il tipo di sostanze acquistate, l'entità della spesa e le modalità di acquisto.
UN CAPPIO AL... WEB
Il fulcro di questa relazione è proprio internet, che in questi ultimi anni sta diventando sempre più terreno di “commercializzazione” di droghe e sostanze illecite. E’ sempre più marcato, infatti, lo spostamento dell'offerta di sostanze attraverso il web.
Come accennato in precedenza, questo fenomeno si caratterizza per la presenza di vere e proprie farmacie online che mettono in vetrina medicinali e droghe di qualsiasi genere senza richiedere alcuna prescrizione medica. Nella giungla della rete si possono però trovare anche “drugstore”, dove con un clic e la propria carta di credito si ordinano facilmente sostanze illecite, che arrivano comodamente a casa via posta ben preservate all’interno di cartoni imballati ad hoc.
Ma visto che il web ormai non si fa mancare nulla, basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca il nome della droga a cui si è interessati per veder comparire, tra gli altri risultati, anche specifici forum, blog, chatroom, social network dedicati alla discussione sugli “sballi” del nuovo millennio. Qui si possono reperire anche informazioni e consigli circa il consumo e l'acquisto di sostanze. Gli utenti si scambiano informazioni, consigli, indicazioni e varie “istruzioni per l'uso” in maniera rapida.
Anche Reggio è parte integrante di questa nuova deriva. Il movimento online è troppo globalizzato per “permettersi” vuoti geografici. Come afferma nell’intervista a lato l’ispettore capo della polizia postale reggiana, Raffaele Costantino, l’attività per contrastare il traffico di droga online e l’uso-abuso di stupefacenti è costante anche nella nostra città. Ma ciò che preme sottolineare ora è la trasversalità del movimento, che purtroppo ha come protagonisti principali ragazzi e ragazze di tutte le età che abbiano un minimo di dimestichezza con il computer.
LE NUOVE FRONTIERE
A questo proposito, il Sistema d'Allerta Nazionale del Dipartimento ha già individuato una serie di nuove sostanze presenti anche sul territorio italiano estremamente pericolose per la salute . Tramite il Ministero della Salute sono state già attivate opportune forme di prevenzione e contrasto, dato che questa nuova realtà va presa in seria considerazione. Sono state attivate strategie e specifici progetti per il controllo e la prevenzione, finalizzati a proteggere le giovani generazioni, molto inclini all'utilizzo delle tecnologie informatiche e quindi maggiormente esposte ai “rischi droga” presenti anche sulla rete Internet.
In particolare, sono stati individuati alcuni cannabinoidi sintetici (JWH018, JWH073, JWH200) e altre sostanze quali il Mefedrone, dichiarati stupefacenti anche in Italia dallo scorso 2 luglio . Il “meow meow” o “m-cat”, come lo chiamano i ragazzi con alcune abbreviazioni, ha fatto diverse vittime nel Nord Europa, Inghilterra soprattutto, ed è ormai famosissimo anche in Italia. Il vantaggio? Riesce a sfuggire ai controlli poiché venduto come concime per piante.
Il Mefedrone è una “designer drugs” e, stando a uno studio fatto in Gran Bretagna, un ragazzo su due che frequenta le discoteche ha usato la sostanza. Acquistarlo? Una bazzecola: si “googla” la parola et voila, appaiono centinaia di siti che effettuano spedizioni in tutta Europa. Dopo aver pagato con carta di credito, basterà aspettare una settimana per trovarsi una bustina nella buca delle lettere. Proprio come ha fatto Frida80, che inizia così il suo post: “Ieri torno a casa dal lavoro e trovo la tanto attesa sorpresa nella buca delle lettere... 1g di methylone e 1 di mephedrone. Goduriosissimi svarioni visivi e brividini lungo il collo e la spina dorsale, proprio tipo MD, anche se la botta mentale è inferiore, tutto diventa molto dolce, empatico ed euforico. Ho provato ad alzarmi in piedi e stavo su a fatica, una deliziosa sensazione di gambe mollissime e di braccia che volevano volare, bocca superimpastata ”.
Un grammo può costare dalle 15 alle 30 sterline (tra 17 e 35 euro) e su alcuni siti di compravendita online si possono trovare anche offerte a prezzi “ridicoli” in annunci come questo: "FORNITORE IN TUTTO IL MONDO DI MEPHEDRONE * * * * * VELOCE E CONSEGNA SICURA * * * * * GARANZIA DELLA PARTE POSTERIORE DEI SOLDI * * * * * PER LE DOMANDE, METTA IN CONTATTO * * * * * I PREZZI DEL MEPHEDRONE IN EURO: 50g - 450 euro”. Che cosa contenga la busta che si acquista a prezzi “stracciati” non è dato saperlo, ma in alcuni casi anche limatura di marmo.
Secondo quanto riportato dall'Oedt (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicomanie), alla fine del 2009 almeno 31 website vendevano la sostanza. E il suo consumo si è esteso fino a diventare la quarta droga più usata in Gran Bretagna, che lo ha vietato come già accade in Danimarca, Svezia, Germania, Norvegia, Croazia, Estonia e Romania. E, per fortuna, da qualche giorno pure in Italia .