di Stefano Bergonzini
ROMA - Per lunghi anni dal 2000 al 2005 è stato il grande antipatico delle due ruote. Contrapposto al talento mediatico e sportivo di Valentino, stuzzicato e battuto in pista e fuori dal pesarese, che cominciò a provocarlo, senza vere ragioni, quando lui era già 4 volte Campione del mondo della 250cc e re indiscusso del motociclismo italiano. Oggi Max Biaggi, che il 26 giugno ha compiuto 39 anni, ha una figlia dalla bellissima padovana Eleonora Pedron, sta vincendo tutto in Superbike e si prende le sue belle rivincite. Mentre Rossi ha visto sfumare il suo 9° titolo a causa della brutta caduta del Mugello e sta sputando sangue per recuperare (tornerà in pista il... a Brno ndr), Biaggi grazie al feeling ritrovato con la Aprilia, la marca italiana che lo ha valorizzato, si gode una stagione sportiva e umana bellissima. Il romano accarezza il sogno di poter compiere un’impresa leggendaria, ovvero essere il primo italiano a vincere un titolo mondiale Superbike (nessun azzurro ce l’ha mai fatta dalla fondazione del Campionato avvenuta nel 1988) in sella ad una moto fabbricata nello Stivale. Conosciamo Biaggi da tempo, dai test ufficiali di Barcellona del 1998, anno in cui con la Marlboro Honda sfiorò la vittoria del titolo mondiale della classe 500cc al primo tentativo, per questo non è stato difficile avvicinarlo per parlare di tante cose.
DIFESA
Quest’anno corre con la Aprilia RSV 4, una mille a quattro cilindri che è indubbiamente la moto più potente del lotto. Sviluppa x cavalli e a Monza ha superato i 330 Km orari. Ma Ducati e altre case contestano la legittimità di Aprilia di far correre una moto che a loro avviso non è una derivata di serie, ma un prototipo mascherato.
"Per anni la Ducati ha dominato nella Superbike, e in quegli anni il regolamento che spesso era ritagliato sui loro modelli e le loro esigenze andava bene. Ora che sono arrivate Aprilia a BMW, con motori a quattro cilindri più moderni gli sconfitti si lamentano. La realtà è che il progetto RSV 4 nasce concettualmente bene, un’elettronica ad alto livello, una messa a punto giusta e se me lo permettete , le mie indicazioni tecniche ci permettono questi risultati".
GUIDA
Spesso si è detto che lei Biaggi fosse un ‘duetempista’ puro e che il suo stile di guida pulito ed efficace come una rasioata fosse poco adatto a moto ‘brusche’ come le Superbike, maximoto derivate dalla grande produzione di serie. A cosa deve questi successi?
"Su di un asfalto bollente e scivoloso come quello di Misano che pregiudicava l’aderenza, la mia guida dolce si è rivelata determinante. Venerdì sono stato l’unico ad usare solamente due gomme, con il team abbiamo deciso di fare una mezza simulazione di gara ad ottimo ritmo. Misano è la pista test della marca di Noale, anche se dall’ultimo collaudo di 2 settimane fa hanno completamente riasfaltato la curva della Quercia. Diciamo che l’esperienza mia e della squadra è determinante".
CRESCITA
C’è stata indubbiamente una crescita da parte sua, a livello umano. Il Biaggi antipatico che litigava con Valentino sta lasciando il posto ad un personaggio completamente nuovo. Cosa è successo? "La rivalità con Valentino è acqua passata. Molto di male avete fatto voi giornalisti. Sono stato tra i primi a informarmi e a telefonare a Valentino dopo l’incidente del Mugello perché so cosa si prova a cadere. Il dolore fisico, la preoccupazione, la paura, il dover rinunciare a i propri sogni. Io ho la mia vita, non invidio nessuno, ho la mia famiglia, mia figlia Ines, la mia compagna Elenora e i miei genitori, Pietro e mamma Olga. Pensate che non avevano mai assistito ad una mia gara insieme (sono separati ndr) lo hanno fatto per la prima volta domenica a Misano".
CRISI
Ripensa mai agli anni della crisi? Il 2006 quando dopo che la Honda la aveva appiedato dovette rimanere fermo? "Non non ci ripenso, piuttosto ho due grandi dispiaceri. Il primo è il titolo mondiale della classe 500cc del 1998 che avrei vinto al primo tentativo, compiendo una impresa leggendaria che nemmeno Valentino ha compiuto, negatomi da una ingiusta bandiera nera subita a Barcellona per una partenza anticipata che non ho commesso. Poi mi sarebbe piaciuto correre per la Ferrari, ho svolto diversi test a Maranello con la F.1 nel ’98 e ’99, andavo forte, mi sentivo spesso con Montezemolo e Ghini, ma per fare il grande salto avrei dovuto rinunciare alla moto...chissà". Allora la aspettiamo di nuovo in Emilia a Reggio Emilia. "Perché no, magari per festeggiare il titolo. Intanto saluto tutti i motociclisti e i miei tifosi reggiani".
LA SCHEDA
Massimiliano Biaggi è nato a Roma il 26 giugno 1971. In carriera ha vinto 54 gare iridate tra 250cc, 500cc, MotoGP e Superbike. 4 invece i titoli mondiali della 250cc. 3 con la Aprilia (1994,1995,1996) e 1 con la Honda (1997).