Vacanze
Inchiesta pubblicata il 31-07-2008 a cura della redazione di Europa dei Diritti, del quotidiano telematico 4minuti.it e del quotidiano "Il Giornale di Reggio"
vignetta vacanze
Anche il sangue va in ferie, Avis in emergenza
Anche il sangue va in ferie, Avis in emergenza
L'allarme: ridotte le scorte di sacche disponibili, sopratutto per Gruppo 0

Estate, tempo di carenza di sangue. Possibile? A giudicare dall’appello dell’Avis provinciale semberebbe di sì. Così, i responsabili provinciali hanno preso carta e penna e hanno scritto ai donatori: «Abbiamo bisogno del Tuo aiuto per aumentare nel mese di agosto il numero delle donazioni di sangue intero», così si legge nella missiva inviata. «Nei primi 6 mesi dell’anno, in ambito regionale, rispetto all’analogo periodo - spiega Iller Reggiani presidente provinciale di Avis - del 2007, si è verificata una riduzione della raccolta di sangue intero, a fronte di un aumento dell’utilizzo da parte delle nostre strutture sanitarie, il che ha comportato una riduzione delle scorte di sangue disponibile, specie per le Unità del Gruppo O». Un’altra causa è legata al turismo: «Nel mese di agosto - prosegue -, poi, molte persone scelgono la nostra Regione per le proprie vacanze e anche molti dei nostri donatori vanno in vacanza, per cui aumentano i consumi e si riducono ulteriormente le scorte». Da qui l’appello: «Chiediamo la tua disponibilità a recarTi presso la Tua Avis comunale, o presso un’altra Avis che effettua la raccolta, o presso un Centro fisso di raccolta della nostra Provincia, per fare una donazione di sangue intero, nel rispetto degli abituali tempi di pausa tra una donazione e l’altra. Ti ringraziamo anticipatamente per il contributo che riuscirai a darci per superare questa emergenza, che quest’anno è sicuramente preoccupante, e con Te ringraziamo sentitamente anche tutte quelle Avis comunali che si sono impegnate ad organizzare un prelievo straordinario di sangue intero nel mese di agosto. La struttura reggiana di Avis è molto organizzata. Attualmente si può donare sangue intero nelle sedi comunali Avis e nelle cinque unità di raccolta situate sul territorio provinciale: Guastalla, in via Allende, 4; Scandiano, presso l’ospedale. Ancora presso l’ospedale locale a Montecchio, a Castelnovo Monti e al Santa Maria.

I permessi riguardano la sfera personale del dipendente
I permessi riguardano la sfera personale del dipendente
Il costo di una giornata di assenza dal lavoro è diverso se il lavoratore prende un giorno di permesso o di ferie

Un aspetto particolare da prendere in esame è quello relativo alla maturazione delle ferie a favore del lavoratore nel periodo di tempo in cui questi è assente dal lavoro per malattia. Sul punto si sono contrapposte alcune tesi, talune che pongono le ferie in relazione di stretta corrispettività con il lavoro svolto, altre che assegnano invece alle ferie la funzione più ampia di assicurare al lavoratore un tempo libero, necessario alla tutela della salute. Di recente la Corte di Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n.14020 del 12 novembre 2001, ha contribuito a fare chirezza in proposito. Alla luce del provvedimento citato la maturazione delle ferie non può essere impedita dalla sospensione del rapporto per malattia del lavoratore; l’autonomia privata trova un limite insuperabile nella necessità di parificare ai periodi di servizio quelli di assenza del lavoratore per malattia. Dal caso emerge quindi che la nostra giurisprudenza intende le prestazioni lavorative come presenza di un soggetto nell’organizzazione aziendale e non come mezzo per produrre un risultato concreto e quindi le ferie non sono un compenso bensì uno strumento inderogabile a tutela della salute e della personalità del lavoratore: in sostanza, le ferie non sono da intendersi idealmente come un premio ma come un diritto che nasce sulla base della sola circostanza che un lavoratore sia inquadrato (anche se assente) nell'ambito di una struttura aziendale (quindi, per esempio, un lavoratore che sia stato appena assunto e che si sia immediatamente assentato dal lavoro per malattia senza neppure aver mai iniziato il proprio lavoro, matura ugualmente il diritto alle ferie). Altro elemento da porre in evidenza è che il diritto alle ferie, irrinunciabile, va esercitato in condizioni di salute o almeno in condizioni fisiche compatibili con la funzione di riposo e ricreazione: è chiaro quindi che il lavoratore può sempre interrompere il decorso del godimento del periodo di ferie e trasformare detto periodo in astensione dal lavoro per malattia, ove ne ricorrano i presupposti.

DIRITTO DI FERIE E DIRITTO DI PERMESSO
Il diritto alle ferie è cosa differente rispetto al diritto ai permessi retribuiti. Il diritto alle ferie è dettato, dalla Costituzione. Il diritto ai permessi retribuiti o permessi orari o Rol (sono pressoché tutti sinonimi) non trova invece fondamento costituzionale e scaturisce direttamente dai contratti collettivi. Questa differenza è piccola ma sostanziale. Le ferie sono un diritto inalienabile e insostituibile del dipendente che ne deve usufruire per poter ricostituire il proprio stato psicofisico con un periodo continuativo annuale di almeno 15 giorni consecutivi. La richiesta del dipendente è peraltro limitata dal diritto del datore di lavoro di organizzare le proprie attività imprenditoriali secondo un concetto economico. Quindi il datore di lavoro ha il potere di rifiutare il godimento delle ferie al dipendente, che abbia comunque usufruito del suo periodo continuativo, adducendo e motivando tale situazione con le esigenze produttive. I permessi retribuiti invece costituiscono un diritto del dipendente per motivi personali, che non necessariamente devono essere espressi al datore di lavoro. Ne consegue che il dipendente ha la possibilità di richiedere permessi retribuiti per motivi personali con un margine di anticipo sufficiente e ai quali il datore di lavoro ha scarse possibilità di opposizione. Ovviamente le ragioni di opposizione per motivi produttivi valgono anche in questo caso, ma con minore incisività: in sostanza, per semplificare, si potrebbe dire che in questo caso, almeno in linea teorica, le ragioni del datore di lavoro per diniegare la concessione del permesso devono esssere ancora più pregnanti di quelle che potrebbero consentirgli di non concedere le ferie.

FERIE O PERMESSO: QUAL È PIÙ CONVENIENTE?
Probabilmente interesserà a molti sapere che scegliere se usufruire di ferie o di permessi (che, nella pratica, si estrinsecano comunque in un analoga astensione retribuita dal proprio lavoro) non è propriamente la stessa cosa, almeno dal punto di vista amministrativo: questo aspetto è tutt'altro che marginale sia dal punto di vista del datore di lavoro che del lavoratore. Il costo di una giornata di assenza dal lavoro è infatti diverso se il dipendente prende un giorno di permesso o un giorno di ferie. Supponendo per esempio una retribuzione di 1500 euro, un giorno di ferie è pari ad un ventiseiesimo della retribuzione lorda mensile, cioè pari a 60 euro lordi. Se il dipendente anziché prendere un giorno di ferie decide prendere un giorno di permesso retribuito (calcolato in otto ore), nel contratto (per esempio) del commercio il calcolo è dato da 1500/168x8 e cioè è pari a 71,43 euro. La differenza dei due compensi lordi è di ben il 20% superiore a favore del permesso retribuito, rispetto al giorno di ferie. A questo punto ogni ulteriore deduzione è semplice: tenendo conto che se non usufruiti entrambi gli istituti danno luogo a liquidazione in un momento successivo (al più tardi in sede di cessazione del rapporto di lavoro), ne consegue che per il datore di lavoro può essere più conveniente fare usufruire prima i permessi retribuiti invece che le ferie. Tale considerazione è comunque limitata dall'obbligo, appena visto, di fare effettuare un periodo continuativo di ferie al dipendente, come abbiamo detto sopra, altrimenti tutti i datori di lavoro preferirebbero far usufruire tutti i permessi prima di far usufruire del periodo di ferie.

Le ferie dal punto di vista giuridico
Le ferie dal punto di vista giuridico
Sono un diritto riconosciuto dall'articolo 36 della Costituzione

Le ferie non sono unicamente da considerarsi, in senso lato, come sinonimo di "vacanze" (concetto di cui ci occuperà di seguito) ma innanzitutto come periodo giuridicamente previsto e tutelato di astensione dal lavoro. Quello alle ferie retribuite è infatti un vero e proprio diritto riconosciuto dal Codice Civile e dalla Costituzione che, all'art. 36, stabilisce che il lavoratore “ha diritto a ferie annuali retribuite e non può rinunciarvi” (con una eccezione: i dirigenti sono gli unici lavoratori dipendenti che possono rinunciare volontariamente alle ferie; lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha tenuto in considerazione la grande autonomia di cui i dirigenti dispongono per organizzare il loro lavoro: dunque se costoro decidono di non inserire un periodo di riposo nel programma di autogestione che caratterizza il loro lavoro, è da intendersi che vi abbiano rinunciato). Quello che quindi, indiscutibilmente, è un diritto per tutti, non opera però nei confronti di tutti allo stesso modo. Vediamo alcuni elementi comuni validi per tutte le categorie di lavoratori.

LE FERIE NON GODUTE
Innanzitutto, e con ciò rispondiamo ai quesiti di molti in tal senso, le ferie non godute non possono essere monetizzate. E’ quanto detta il decreto legislativo n. 66 dell’8 aprile 2003, che ha recepito alcune direttive europee in materia di diritto del lavoro. Per quanto rigurda il periodo di ferie dovuto al lavoratore, è contemplata l’impossibilità per i lavoratori dipendenti di ricevere un indennizzo sostitutivo per le ferie non godute. In sostanza, il periodo annuale di ferie retribuite, non si può “convertire” in denaro. Si faccia però attenzione: la disposizione non interessa i casi di cessazione dal lavoro per i quali le ferie non sfruttate vengono in ogni caso liquidate nel trattamento di fine rapporto; in pratica, ogni volta che si interrompe un rapporto di lavoro il lavoratore ha diritto a percepire economicamente tutto il periodo di ferie non godute (oltre naturalmente ai permessi retribuiti di cui si tratterà tra breve).

LE 4 SETTIMANE
Il periodo di ferie di cui può usufruire un lavoratore non può essere inferiore a quattro settimane. Questo è un principio comune e “minimo” nel senso che i contratti collettivi di lavoro possono in ogni caso stabilire condizioni di miglior favore ma mai peggiorative. Il decreto citato ha modificato quanto precedentemente disposto dalla legge 159 del 1981, di ratifica della convenzione 146/1976, che aveva previsto che il lavoratore avesse diritto a minimo tre settimane di riposo lavorativo. Ulteriori modifiche a quanto stabilito dal D.l 66/03 sono poi state apportate dal decreto legislativo n. 213 del 19 luglio 2004. Delle quattro settimane di riposo, il lavoratore ha diritto a godere almeno di due settimane consecutive nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

DIRITTO ALLE FERIE: A CIASCUNO IL PROPRIO
Come si è accennato, oltre alle caratteristiche comuni appena viste, per alcune particolari categorie di lavoratori o in alcune fasi del rapporto lavorativo sussistono eccezioni e regole particolari in ordine al regime delle ferie. Vediamone alcune:

I lavoratori a domicilio, ovvero quei lavoratori (a tutti gli effetti subordinati) che svolgono la loro attività a casa o loro o comunque in locali di loro pertinenza, non possono godere delle ferie. Alla loro retribuzione viene comunque sommata un'apposita percentuale, stabilita dai contratti collettivi, a titolo di indennità per le ferie e le festività non godute.

Per i lavoratori domestici che prestano la loro attività per meno di quattro ore continuative al giorno, il Codice Civile provvede la fruizione di un minimo di otto giorni di riposo retribuito. Giorni che salgono a 15, 20 o 25 (a seconda dell'anzianità di servizio o di inquadramento), nel caso di lavoratori che prestano la loro opera per più di 4 ore giornaliere.

I ragazzi di età inferiore a 16 anni, che lavorano come apprendisti, hanno diritto a un periodo più lungo di ferie, pari a 30 giorni. Il legislatore infatti ha particolare cura nel cercare di garantirne il sano sviluppo psico-fisico.

Per le lavoratrici in maternità, bisogna distinguere il congedo obbligatorio, che precede il parto, in cui matura il diritto alle ferie, e il periodo successivo, facoltativo, in cui invece questo diritto non matura. Vanno esclusi agli effetti della maturazione delle ferie, anche i congedi parentali, ottenuti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre per accudire il bambino nei suoi primi anni di vita.

Il periodo trascorso in cassa integrazione guadagni, sia ordinaria che straordinaria, non dà diritto alle ferie se è a zero ore. Se invece è a orario ridotto, matura il diritto alle ferie e alla relativa retribuzione.

Il diritto alle ferie retribuite vale, ovviamente, anche per i lavoratori part-time, ma bisogna fare una distinzione tra contratto a tempo parziale "orizzontale" e "verticale". Nella prima ipotesi, la riduzione dell'orario di lavoro, rispetto a quello dei lavoratori full-time, risulta in relazione all'orario giornaliero complessivo (si lavora, ad esempio, 4 ore invece di 8). Nel part-time verticale invece, l'attività lavorativa è svolta per tutto il normale orario di lavoro giornaliero, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese o dell'anno. Nel caso del part-time orizzontale, il principio di non-discriminazione comporta che la durata delle ferie non sia diversa da quella riconosciuta ai lavoratori a tempo pieno. Nel caso di part-time verticale il periodo di godimento delle ferie, previsto dalla contrattazione collettiva per i lavoratori full-time, non viene riconosciuto integralmente, ma viene ridotto in proporzione all'attività lavorativa effettivamente svolta.

Il lavoro temporaneo (o interinale) per sua natura è difficilmente compatibile con l'effettivo godimento delle ferie: difficilmente l'impresa assegnerà periodi di ferie a lavoratori dei quali ha esigenza solo per un determinato periodo di tempo. In tema di ferie, quindi, il principio di parità di trattamento tra lavoratori interinali e lavoratori dipendenti, vale solo ai fini del calcolo della retribuzione delle ferie maturate e dell'indennità per le ferie non godute

Nessuna perticolarità sussiste invece per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato poichè hanno diritto a godere delle medesime ferie previste in favore dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, naturalmente in proporzione al periodo lavorativo prestato, salvo che ciò non sia incompatibile con le esigenze aziendali.

II collaboratore a progetto non è considerato dalla legge (art. 61-69 D.Lgs.276/03) un lavoratore dipendente, bensì autonomo. Infatti la sua attività deve consistere nell'esecuzione di un progetto (o programma di lavoro, o fasi di esso), che egli deve poter gestire autonomamente senza sottostare al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro. Ne consegue quindi, stante la intrinseca natura autonoma del lavoro svolto, che non è configurabile ne applicabile in questo caso il concetto di "diritto alle ferie" stante la possibilità, almeno teorica, per questo tipo di lavoratore di scegliere in autonomia quando lavorare e quando godere del riposo che ritenga opportuno.

Quando l'aero parte o arriva tardi e manda all'aria l'attesa vacanza
Quando l'aero parte o arriva tardi e manda all'aria l'attesa vacanza
I consigli di Telefono Blu per i passeggeri danneggiati

Telefono Blu sta raccogliendo le denunce per i ritardi delle partenze all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna e in altre aerostazioni. Sono tanti gli episodi di disservizi tar cui uno verificatosi al Marconi qualche giorno fa, poi ancora a Parma nel volo per Londra. «Sono ritardi magari meno clamorosi - osservano a Telefono Azzurro - ma ci vengono comunque segnalati ai diversi centralini della regione: 051 440055 regionale e per Bologna e Ferrara, telefono 059 4730806 per Modena e Reggio, telefono 0521 1710618 – per Parma e Piacenza, per Rimini Forlì Cesena 0541 694282 e per Ravenna 0544 1820222». Telefono Blu sostiene che il ritardo di un aereo dalle 4 ore in su può scatenare un effetto domino sui tempi della vacanza, arrecando consistente danno. Questi i consigli dell’associazione: «Rimanere calmi, pretendere di essere riprotetti su un altro volo, avere diritto alla assistenza per pranzi e cene ed in caso di ulteriori ritardi dei pernotti, ma anche dei risarcimenti per eventuali acquisti e chiaramente per danno da vacanza rovinata. Ma spesso la soluzione deve avvenire al rientro quando la frittata è fatta ed il disagio subito, anche se dovessimo rinunciare per nostra scelte o perché costretti al viaggio, e allora Telefono Blu anche dal sito

www.sosviaggiatore.com

che offre questa specifica assistenza con i suo collegi legali in tutte le province italiane». Quindi i consigli post rientro: «Preparare una raccomandata e spedirla entro 10 giorni solo se si è acquistato un pacchetto, altrimenti si può attendere, ma occorre in sintesi accennare al disagio, e documentarlo, richiedendo l'opportuno risarcimento, indirizzando la missiva non solo alla compagnia aerea o allo scalo ma anche a Telefono Blu. I casi di questi giorni potrebbero prefigurare i disagi denunciati lo scorso anno e quindi far diventare la vacanze veramente difficili anche se irrinunciabili. Lo scorso anno in estate Telefono Blu ha ascoltato e assistito oltre 100 denunce riguardanti questi problemi in tutta la regione. Il 68% ha avuto buon esito, ma l'appello è a non lasciar perdere e comunque cercare il contenzioso» Continua Telefono Blu: «E’ infatti solo 1 viaggiatore su 5 coloro i quali denunciano apertamente casi come questi, il che fa dimensionare il fenomeno a piuttosto rilevante, e soprattutto pare che le parti coinvolte non vogliano comprendere il loro livello di responsabilità».

Quelli che restano a casa per risparmiare
Quelli che restano a casa per risparmiare
Al massimo una settimana da turisti, con occhio attento a prezzi e portafogli

Secondo la Confesercenti quest’estate andrà in vacanza solo il 57% degli italiani, per un totale di 33,7 milioni di vacanzieri. Ferie al mare o in montagna? De gustibus, perché per i reggiani il problema è un altro: in ferie ci si va, ma a volte si resta a casa. Lo conferma Simone Prandi che trascorrerà l’estate a Reggio per quest’anno. «Devo trovare lavoro, però in genere sono sempre andato via d’estate almeno qualche giorno», chiarisce. Il mese d’agosto, quando il centro storico si svuoterà e molte serrande dei negozi saranno tirate giù senza lasciare nemmeno uno spiraglio di luce, altri reggiani resteranno in città, come Angiolino Pinetti, che spiega però di essere già stato via. «Ho fatto una quindicina di giorni in Trentino Alto Adige con mia sorella, come tutti gli anni. Sono 6 anni che facciamo così» spiega Pinetti. Le famiglie reggiane si dimostrano un po’ più attente al risparmio nelle loro scelte estive a causa dei numerosi costi sopportati durante l’anno, che spaziano dalle bollette alle spese scolastiche per i figli. «Quest’anno posso permettermi solo una settimana di ferie, ad agosto, perché ho avuto molte spese quest’inverno, ma se potessi starei via molto di più» dichiara un po’ dispiaciuta R. N. Ferie frenate spesso dal budget richiesto per concedersi una settimana di relax in qualche località turistica, anche se piccoli accorgimenti permettono di risolvere in parte il problema. «Io ho la casa al mare e tutti gli anni sto lì un mese. Vivere là equivale come prezzo al vivere qua» spiega Gabriella Boni , mentre Davide Alonci è un po’ rammaricato. «Se avessi prenotato prima il biglietto della nave per andare ad Agrigento, non avrei speso tanto come quest’anno» spiega infatti Alonci, garantendo però che «se si prenota con largo anticipo si può risparmiare abbastanza per potersi concedere un po’ di vacanza via dalla città». «Andrò via la settimana di Ferragosto, come tutti gli anni» raccontaGiulia Lusuarghi, commessa di un negozio di abbigliamento del centro storico, confermando così il fatto che agosto resta il mese prediletto dai vacanzieri di tutte le età, giovani e meno giovani. Regina delle mete estere è la Spagna, che secondo la ricerca effettuata dalla Confesercenti ospiterà circa il 26% dei vacanzieri italiani avventurati oltr’alpe, seguita poi dalla Francia, 19%, e dalla Grecia, 15%, come confermato anche dalle agenzie di viaggio locali, che tuttavia registrano un calo delle prenotazioni nel mese di agosto rispetto agli anni passati. «Mi rilasserò a Tenerife, ma solo una settimana, perché sto facendo il praticantato da avvocato e non posso fare più giorni di ferie di quelli che trascorrerò via» racconta A. A. , mentre l’amica R. F. spiega che «quest’estate la scelta è ricaduta sull’isola d’Elba, ma almeno passerò due settimane con tutta la mia famiglia». Molto gettonata è la riviera adriatica, meta scelta anche da Alberto Maria Bonetti, che quest’anno ha deciso di concedersi «una settimana a Riccione ad agosto con gli amici», e da Alessio. M. , che ha scelto «la caotica Rimini per una settimana i primi di agosto». Ferie concentratissime dunque per i mesi di fine luglio e inizio agosto, anche se qualche reggiano è in partenza in questi giorni, come Sergio Volo. «Vado in Toscana, ma solo una settimana, perché poi il lavoro chiama qua in città». Ancora una volta, insomma, è il lavoro a prevalere, ma d’altra parte sarebbe impossibile godere totalmente dell’ozio se non si avesse un po’ di lavoro da fare.

Resteranno aperti i bar e le gelaterie e anche, per forza, le pompe funebri
Resteranno aperti i bar e le gelaterie e anche, per forza, le pompe funebri
Quando l'estate spinge a lavorare di più per chi rimane in città

FERIE sconosciute per chi si cimenta in mestieri col motto alla Rousseau “prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene”. Sono molti coloro che manterranno aperte le attività, un po’ per scelta, un po’ perché certe professioni traggono maggiori guadagni nella stagione dei mesi estivi. Gelaterie aperte nel centro storico, specie in concomitanza dei numerosi appuntamenti delle notti reggiane. «Da noi i cittadini troveranno pane fresco tutto agosto», spiega Roberta Bolognesi del forno “L’angolo della bontà”. Stessa scelta anche per le sedi del forno “Melli” «che saranno aperte tutta estate, grazie alla decisione di fare le ferie a turno tra i dipendenti», come chiarisce Marta Moschella. Nessuna chiusura estiva anche per la cooperativa “La cascina” del centro. «Terremo aperto il negozio tutta estate senza problemi perché, trattandosi di una cooperativa, noi dipendenti faremo le ferie a rotazione», puntualizza Loredana Dughetti. Porte aperte anche alla biblioteca Panizzi che ad agosto sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.45, e il pomeriggio, solo al martedì ed al venerdì dalle 16 alle 19. Nemmeno la movida reggiana sembra voler dare tregua al centro storico. Molti sono i bar che nelle serate estive continueranno a servire spritz e salatini. «Noi puntiamo a restare aperti, anche se dipenderà dall’affluenza nel locale, mentre concentreremo l’happy hour essenzialmente nel week end», spiega Cristiano Imbriale del Caffè Miami. Centro storico vivo, ma anche le attività che hanno sede in provincia non sembrano essere da meno. «Vado sempre in ferie a settembre, ma per il resto dell’anno tengo aperto,», racconta Luca Poli, proprietario del distributore di benzina Erg alle porte di Vezzano. Niente ferie nemmeno per chi lavora nelle onoranze funebri. Daniele Leoni, di Reverberi, spiega però che «la sede centrale sarà sempre aperta, mentre quelle decentrate nelle località di Vezzano, Quattro Castella ed Albinea riceveranno solo su appuntamento». Edicole, centri estetici e gelaterie per lo più aperti, salvo la settimana di Ferragosto, in molti paesi della provincia e in città.

Sabato il grande esodo, ma per 20mila reggiani niente vacanze
Sabato il grande esodo, ma per 20mila reggiani niente vacanze
Bollino rosso sulle strade per il secondo weekend. Visto i prezzi in molti accorciano le permanenze

Sono 20 mila i reggiani che quest’anno rinunciano alle ferie. Lo ha comunicato in questi giorni l’osservatorio di Telefono Blu, autorevole associazione di consumatori per la salvaguardia dei diritti del turista. Sarà colpa del caro petrolio e degli aumenti in generale ma quest'anno le vacanze dei reggiani sembrano aver preso una piega diversa. Secondo Telefono Blu la villeggiatura media dura poco più di una settimana. La situazione sembra però essere condivisa anche dal resto delle città della regione. A Bologna sono 50 mila i cittadini che non lasceranno la città, a Modena e Parma se ne contano più di 30 mila. Ferrara, Piacenza e Rimini sono messe come la città del tricolore. Con la metà di luglio sono solo il 65% le famiglie emiliano e romagnole che hanno prenotato un viaggio, e almeno un 12% l’ha gia fatte o lo sta facendo. Quattro persone su 10, di fatto, decidono all’ultima settimana. Aumentano, invece, i cittadini che prenotano le ferie direttamente via web: a Reggio sono il 31%, fra i primi in Italia. Le partenze vedranno comunque il boom in agosto, con oltre il 51% delle famiglie che lascerà le città. Tra le mete preferite primeggia il mare, con oltre il 70% delle preferenze. La montagna, soprattutto il Trentino e l’Appennino Tosco Emiliano, attira il restante 30% della popolazione. Fuori dal nostro paese, tra le mete extraeuropee, resta in testa il Mediterraneo con il Mar Rosso. Bene anche Tunisia e Marocco. Favoriti dall’aeroporto intercontinentale di Bologna, il terzo d’Italia, sono molto gettonate anche destinazioni come i Caraibi, il Messico, l’oceano Indiano, l’Australia e l’estremo oriente. Aumentano i voli verso gli Stati Uniti d'America, meta favorita dal conveniente cambio euro-dollaro. Cresce anche il secondo scalo della regione; Rimini movimenterà sicuramente un 12% di passeggeri in più rispetto allo scorso anno. Sono il 10% i turisti che scelgoni l’Europa: in testa Grecia e Spagna (Baleari e Canarie); in calo il Nord Europa Tra le capitali europee, Dublino è quella che più di tutte attira i giovani. Nell’est in testa Croazia e Slovenia, a seguire Repubblica Ceca, Ungheria e Russia. Le spiagge preferite in Italia sono ovviamente in Romagna: migliaia sono i reggiani, i modenesi e i bolognesi proprietari di case al mare. La Sardegna è in testa fra le grandi isole, seguita subito dopo dalla Sicilia. Campania e Puglia sono le regioni preferite al sud. Per le vacanze in campagna, Toscana, Trentino e Umbria sono in testa. Buono anche il risultato dell’Appennino: in testa quello bolognese e modenese; in crescita quello parmense e romagnolo. Per quanto riguarda il turismo incoming, l’Emilia Romagna, come al solito, avrà uno dei maggiori afflussi grazie alle tante promozioni che quest’anno sono iniziate dalla notte in rosa (Con più di 1.4 milioni di presenze). Purtroppo i primi dati registrano una forte flessione dei turisti stranieri, attratti più dalle spiagge croate, spagnole, greche e turche, visti i prezzi più convenienti. Molti sono i casi di malavacanza segnalati per mancanza di strutture efficienti: il 46% delle chiamate proviene dalla regione e riguarda viaggi vacanza acquistati presso una agenzia o un tour operator. Il 28% dei vacanzieri denuncia problemi legati ai trasporti, a località non corrispondenti al catalogo, all’assenza di precisi contratti di locazione e a danni ai bagagli. Molte sono le lamentele riguardanti le destinazioni italiane: ricettività degli alberghi, camping con annullamenti di prenotazioni, overbooking, pulizia, alimentazione, caparra abnorme, locali inadatti e clausole vessatorie, naturalmente tutte scoperte all’arrivo. Altre lamentele riguardano il problema dell’inquinamento acustico, dell’inquinamento delle spiaggia e dei mari. Vi sono anche state segnalazioni sull’accoglienza delle città turistiche: strade disastrate, marciapiedi impercorribili, indicazioni stradali per i presidi sanitari spesso confuse e solo in lingua italiana. Sono quasi 2 milioni (400 mila in meno rispetto al 2007) gli emiliano romagnoli che effettuano quest’anno una vacanza in estate. I centralini per denunciare i casi di vacanza rovinata e per avere assistenza sono: per le provincie di Modena e Reggio: 059 4730806; per le provincie di Piacenza e Parma: 0521 1710618; per Bologna e Ferrara: 051 440055; per le Provincie di Rimini Forli Cesena: 0541 694282 e per Ravenna: 0544 1820222.

Sabato il grande esodo, ma per 20mila reggiani niente vacanze
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Sono 20 mila i reggiani che quest’anno rinunciano alle ferie. Lo ha comunicato in questi giorni l’osservatorio di Telefono Blu, autorevole associazione di consumatori per la salvaguardia dei diritti del turista. Sarà colpa del caro petrolio e degli aumenti in generale ma quest'anno le vacanze dei reggiani sembrano aver preso una piega diversa. Secondo Telefono Blu la villeggiatura media dura poco più di una settimana. La situazione sembra però essere condivisa anche dal resto delle città della regione. A Bologna sono 50 mila i cittadini che non lasceranno la città, a Modena e Parma se ne contano più di 30 mila. Ferrara, Piacenza e Rimini sono messe come la città del tricolore. Con la metà di luglio sono solo il 65% le famiglie emiliano e romagnole che hanno prenotato un viaggio, e almeno un 12% l’ha gia fatte o lo sta facendo. Quattro persone su 10, di fatto, decidono all’ultima settimana. Aumentano, invece, i cittadini che prenotano le ferie direttamente via web: a Reggio sono il 31%, fra i primi in Italia. Le partenze vedranno comunque il boom in agosto, con oltre il 51% delle famiglie che lascerà le città. Tra le mete preferite primeggia il mare, con oltre il 70% delle preferenze. La montagna, soprattutto il Trentino e l’Appennino Tosco Emiliano, attira il restante 30% della popolazione. Fuori dal nostro paese, tra le mete extraeuropee, resta in testa il Mediterraneo con il Mar Rosso. Bene anche Tunisia e Marocco. Favoriti dall’aeroporto intercontinentale di Bologna, il terzo d’Italia, sono molto gettonate anche destinazioni come i Caraibi, il Messico, l’oceano Indiano, l’Australia e l’estremo oriente. Aumentano i voli verso gli Stati Uniti d'America, meta favorita dal conveniente cambio euro-dollaro. Cresce anche il secondo scalo della regione; Rimini movimenterà sicuramente un 12% di passeggeri in più rispetto allo scorso anno. Sono il 10% i turisti che scelgoni l’Europa: in testa Grecia e Spagna (Baleari e Canarie); in calo il Nord Europa Tra le capitali europee, Dublino è quella che più di tutte attira i giovani. Nell’est in testa Croazia e Slovenia, a seguire Repubblica Ceca, Ungheria e Russia. Le spiagge preferite in Italia sono ovviamente in Romagna: migliaia sono i reggiani, i modenesi e i bolognesi proprietari di case al mare. La Sardegna è in testa fra le grandi isole, seguita subito dopo dalla Sicilia. Campania e Puglia sono le regioni preferite al sud. Per le vacanze in campagna, Toscana, Trentino e Umbria sono in testa. Buono anche il risultato dell’Appennino: in testa quello bolognese e modenese; in crescita quello parmense e romagnolo. Per quanto riguarda il turismo incoming, l’Emilia Romagna, come al solito, avrà uno dei maggiori afflussi grazie alle tante promozioni che quest’anno sono iniziate dalla notte in rosa (Con più di 1.4 milioni di presenze). Purtroppo i primi dati registrano una forte flessione dei turisti stranieri, attratti più dalle spiagge croate, spagnole, greche e turche, visti i prezzi più convenienti. Molti sono i casi di malavacanza segnalati per mancanza di strutture efficienti: il 46% delle chiamate proviene dalla regione e riguarda viaggi vacanza acquistati presso una agenzia o un tour operator. Il 28% dei vacanzieri denuncia problemi legati ai trasporti, a località non corrispondenti al catalogo, all’assenza di precisi contratti di locazione e a danni ai bagagli. Molte sono le lamentele riguardanti le destinazioni italiane: ricettività degli alberghi, camping con annullamenti di prenotazioni, overbooking, pulizia, alimentazione, caparra abnorme, locali inadatti e clausole vessatorie, naturalmente tutte scoperte all’arrivo. Altre lamentele riguardano il problema dell’inquinamento acustico, dell’inquinamento delle spiaggia e dei mari. Vi sono anche state segnalazioni sull’accoglienza delle città turistiche: strade disastrate, marciapiedi impercorribili, indicazioni stradali per i presidi sanitari spesso confuse e solo in lingua italiana. Sono quasi 2 milioni (400 mila in meno rispetto al 2007) gli emiliano romagnoli che effettuano quest’anno una vacanza in estate. I centralini per denunciare i casi di vacanza rovinata e per avere assistenza sono: per le provincie di Modena e Reggio: 059 4730806; per le provincie di Piacenza e Parma: 0521 1710618; per Bologna e Ferrara: 051 440055; per le Provincie di Rimini Forli Cesena: 0541 694282 e per Ravenna: 0544 1820222.

Saracinesche abbassate nei primi venti giorni d'agosto
Saracinesche abbassate nei primi venti giorni d'agosto
E' in questo periodo che si concentra la chiusura delle attività

«Si riscontra come tutti gli anni una massiccia presenza di chiusura delle attività per il mese di agosto, concentrata in particolare nei primi venti giorni». Questo il quadro delineato da Fabrizio Ferrarini, responsabile delle risorse umane della Cna di Reggio, circa il piano ferie previsto per quest’esate dagli artigiani delle circa 10mila aziende affiliate della città e della provincia. «Nella maggior parte dei casi vengono concesse dalle aziende due settimane di ferie. La chiusura viene in genere rispettata, anche se le modalità ed i tempi variano in ogni singolo caso», chiarisce Ferrarini. A proposito di come la stessa Cna quest’anno ha abbozzato il piano ferie dei suoi 500 dipendenti puntualizza che «per tutti loro si è cercato di strutturare un piano abbastanza duttile e flessibile che prevede, oltre alle due settimane canoniche dei mesi estivi, un’altra quindicina di giorni, spezzettata durante l’anno, per un totale di un mese di ferie all’anno per ogni dipendente».

Si parte soprattutto per rilassarsi. La cultura occupa il 2° posto
Si parte soprattutto per rilassarsi. La cultura occupa il 2° posto
Chi va in villeggiatura vuole staccare dal lavoro

Come vogliono trascorrere le loro vacanze gli italiani? Per la maggioranza conta soprattutto la tranquillità. Le risposte al sondaggio sono infatti quasi un plebiscito per il riposo (55%) e le passeggiate (33%) che sommano insieme un significativo 88%. Alla visita dei musei e alla lettura va un 32%, un altro 26% al divertimento, alla buona cucina ed al buon vino arriva un 23%, la tintarella non è in cima ai pensieri dei vacanzieri ma raccoglie un 20% di risposte. Resta indietro tutto quanto fa… sport con un 17%.

TANTA ITALIA
Gli italiani sulle località in cui passare le vacanze estive non hanno dubbi: il 72% opterà per un soggiorno “casalingo” con un 52% che prediligerà una regione italiana diversa dalla propria ed un 20% che non varcherà i confini della stessa regione di residenza. Un 31% dei più arditi invece preferirà indirizzarsi verso mete straniere ma sempre entro le frontiere europee, mentre solo un 9% di “avventurieri” pianificherà un viaggio intercontinentale alla ricerca di mete più esotiche. Tra coloro che hanno scelto l’Italia, la gran parte passerà le sue vacanze nelle regioni del Centro-Nord con preferenze per l’Emilia Romagna (12%) Toscana (12%) Sardegna (11%) Liguria (10%) e Trentino Alto Adige (9%) mentre un 35% degli italiani punterà verso le regioni del Mezzogiorno, con Calabria, Puglia e Sicilia in testa rispettivamente con l’11%, il 10% ed il 9% delle preferenze. Dei vacanzieri che invece hanno scelto un viaggio in uno Stato Europeo il 26% si è indirizzato verso la Spagna. Segue la Francia che attrae un altro 19% di vacanzieri italiani e la Grecia che traina un buon 15% di turisti. Proprio il mare rimane infatti ancora tra i luoghi tradizionalmente considerati mete di vacanze estive, anche se in calo di popolarità rispetto agli anni scorsi: viene scelto dal 58% degli italiani in vacanza quest’anno, contro il 63% dell’anno scorso. La natura ed il clima confortevole della montagna seduce invece un buon 14%, mentre cresce la percentuale di chi sceglie itinerari all’insegna della storia e della cultura: il 10% visiterà per le vacanze estive una città d’arte, il 3% in più rispetto al 2007. In crescita anche la quota, un 5% rispetto al 2% dello scorso anno, di turisti “verdi” che prediligeranno vacanze alla scoperta di parchi e riserve naturali.

QUANDO E DOVE
Ferie ancora una volta concentratissime fra luglio (41%) ed agosto (57%) che distanziano nettamente settembre scelto dal 17% degli intervistati. La “squadra” per eccellenza delle vacanze è costituita dalla famiglia (43% delle risposte), poi la coppia (26%) e le comitive degli amici (26%). La voglia di essere solitari invece cattura il 4%. E sale dal 29 al 33% il numero di coloro che scelgono alberghi e pensioni per passare il periodo delle ferie. Mentre scendono coloro che hanno deciso di sfruttare la casa di proprietà (dal 19 al 17%) o di prenderne una in affitto (dal 15 all’11%). I motivi economici fanno capolino anche quando si tratta di contare le stelle degli alberghi: crescono le opzioni per un tre stelle (dal 56% del 2007 al 59% di quest’anno), stabili invece le quattro stelle. Nell’organizzazione del viaggio estivo prevale ancora una volta la propensione a fare da solo sia pure con qualche defezione (si passa dal 39 al 36%). Cala la voglia di viaggio organizzato (dal 19 al 18%)In aumento il ricorso alle offerte last minute (tre punti in più dal 3 al 5%).

Spostarsi accompagnati dal caro-benzina
Spostarsi accompagnati dal caro-benzina

I DATI parrebbero raccontare che il turismo estivo, almeno per quest'anno, dovrebbe registrare un certo calo rispetto agli anni precedenti; si tratta però di proiezioni che potranno essere eventualmente confermate o smentite solo al termine della stagione. Non vi è però dubbio che la non facile situazione economica non aiutino. Oltre a ciò non è trascurabile neppure quanto emerso da una recente indagine dell'Adoc, diffusa da Adnkronos, sul turismo estivo: la crisi del turismo non sarebbe dovuta solo al caro prezzi ma anche alla scarsa competitività dell'Italia rispetto ad altre mete. «Gli alberghi non hanno risolto i problemi di adeguamento agli standard di qualità e servizio di livello europeo - dice Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - il sistema delle stellette, in Italia, non corrisponde all'equivalente di un Paese concorrente. Per esempio, una struttura alberghiera a 2 stelle in Francia o Spagna offre servizi e qualità migliori di una italiana a 3 stelle». «I ristoranti praticano prezzi troppo alti e la determinazione del conto finale - spiega Pileri - ancora oggi, non è completamente trasparente, nonostante gli appelli dell'Adoc e delle altre Associazioni dei consumatori. L'aggiunta del pane e coperto o del servizio costituiscono una vessazione non compresa dai turisti stranieri. Contribuendo a far loro preferire altre destinazioni». Certo è che «l'indebitamento per le vacanze sta divenendo una pratica diffusa, in crescita di circa il 2-3% rispetto allo scorso anno, per un importo medio di 1500 euro - continua Pileri - sia i viaggi, che gli alberghi e i ristoranti oggi vengono pagati a rate. Con il rischio, elevato, che il relax di una settimana si tramuti in un sacrifico economico troppo oneroso da sostenere, visto che gli interessi arrivano anche fino al 24%». Oltre a quanto visto finora ci si è messo anche il maltempo: secondo il Sib, il sindacato italiano balneari, l’avvio della stagione estiva ha registrato, proprio causa maltempo, una netta diminuzione delle presenze sui litorali pari al 60%.

LE VACANZE E IL CARO BENZINA
A caccia dunque di tranquillità e relax, gli italiani che si riverseranno su spiagge, città d’arte, boschi e laghi saranno approssimativamente 33,7 milioni, ma non risponderanno all’appello rispetto al 2007 circa di 340 mila vacanzieri a causa soprattutto della incerta situazione economica. Se, dunque, circa il 55% degli italiani è pronto per partire, un altro 25% resterà a casa e un 20% sarà indeciso fino all’ultimo. La spesa complessiva sarà quest’anno di 35,5 miliardi di euro, ovvero il 10% in più dell’anno scorso soprattutto per il caro-petrolio. Inoltre le famiglie sono più attente al risparmio nelle loro scelte estive a causa dei maggiori costi sopportati durante l’anno (tasse e bollette). Le mete italiane sono nettamente in testa alle preferenze con il 72%. Segue l’Europa con la Spagna che si laurea anche campione di turismo. E si preannunciano vacanze un poco più brevi rispetto al 2007. Re dell’estate si conferma il mare anche se accusa un calo di popolarità. Secondo il sondaggio della Confesercenti sulle vacanze estive, di cui tra breve si esporranno i dati in dettaglio, le famiglie italiane non rinunciano a un periodo di vacanza anche "frenato" (14 giorni in media rispetto ai 17 della scorsa estate). Non a caso fra le voci che pesano di più nella scelta delle vacanze c’è il “reddito disponibile” con un 59% di risposte, poi la compagnia con cui condividerle (28%) e con un rilevante 26% l’esigenza di sicurezza.

PERCHÈ NON SI PARTE
Il disagio economico che fa da sottofondo alle scelte di quest’anno emerge ancor più chiaramente dalle motivazioni di coloro che non vanno in vacanza: il numero di chi dichiara di rinunciare “perché costa troppo” sale di ben 15 punti: dal 34% del 2007 al 49%. Cresce anche la percentuale di coloro che non vanno mai in vacanza durante l’anno (anziani, persone sole) passando dal 7 al 10%. Cala invece dal 25 al 23% la rinuncia per “problemi familiari”. Diminuiscono anche le persone che non vanno in ferie per motivi di lavoro: erano il 15% nel 2007, sono l’8% nel 2008.

MENO AUTO E PIÙ AEREO
E che il caro-energia influisca sui programmi estivi degli italiani lo si comprende dal netto calo di 9 punti (dal 69 al 60%) che si registra nell’uso della propria autovettura. Cresce contemporaneamente il ricorso all’aereo, dal 26 al 30%. Quest’anno la spesa media può essere valutata attorno ai 1056 euro a testa. Il 26% degli intervistati è intenzionato a non superare la cifra di 500 euro, il 16% vuole restare entro i 750 euro, il 17% non intende superare i 1000 euro. E solo l’1% non fa una piega nel dichiarare che è disponibile a spendere per la sua vacanza più di 7000 euro.

Tempi dimezzati per ottenere il passaporto
Tempi dimezzati per ottenere il passaporto
A partire dal 15 luglio le richieste hanno superato le 11.300 unità

Prima della fila in aeroporto, o quella in auto per raggiungere l’aeroporto, per chi va all’estero è inevitabile fare un poco di fila all’ufficio passaporti della Questura: anche ieri, come eloquentemente mostrano le foto che pubblichiamo in pagina, la sala di attesa era affollatissima, mentre dietro agli sportelli, e negli uffici retrostanti, non visibili al pubblico, tra computer e timbri si lavorava a pieno ritmo per soddisfare le richieste. Un ritmo che, con una riorganizzazione degli uffici, dotati anche di un maggior numero di operatori, ha consentito quest’anno di ridurre sensibilmente i tempi di attesa, praticamente di dimezzarli, ed anche più: dai precedenti 40 giorni medi di attesa dello scorso anno si è scesi a un periodo che va dai 15 ai 20 giorni. E questo nel momento di punta costituito dal periodo estivo, e nonostante le novità introdotte, per motivi legati alle misure contro il terrorismo internazionale, per chi va negli Stati Uniti, per motivi legati alla lotta al terrorismo internazionale. Questo cosiddetto passaporto elettronico ha certamente complicato le procedure e rallentato i tempi di concessione, ma sono stati comunque raggiunti risultati significativi nella riduzione dei tempi di attesa. Quest’anno, ha spiegato recentemente il dottor Stefano Donvito, responsabile degli uffici amministrativi della questura, dal 15 luglio sono arrivate oltre 11.300 mila pratiche per il rinnovo o la concessione del passaporto. Quasi tutti sono richieste collegate alle vacanze all’estero, anche se non mancano i viaggi di lavoro. Il dottor Donvito, che adesso è in vacanza anche lui, ha fornito queste cifre qualche giorno fa, e certamente altri si sono aggiunti all’ultimo momento.

Un brutto segno: molte aziende allungano il periodo di chiusura
Un brutto segno: molte aziende allungano il periodo di chiusura
Confindustria prevede nuvole per la ripresa di settembre

Per settembre si prevedono nuvole, non in senso meteorologico, ma economico. Le prevede l’associazione degli industriali reggiani, che osserva come si sia accorciata la visibilità delle aziende manifatturiere della nostra provincia. Il mix di variabili tutte al negativo (caro petrolio, costi alti materie prime, crisi statunitense, calo dei consumi) ha di fatto invertito la dinamica economica, portando molte aziende a rivedere le previsioni fatte ad inizio anno. L'impressione è che si avrà un settembre con qualche nuvola all’orizzonte a causa del quadro economico che ha reso incerto e, in alcuni casi, decrescente, il portafoglio ordini. «Si nota un leggero incremento del periodo di chiusura per ferie estive nelle aziende – afferma Giuseppe Manari, direttore dell’area lavoro e relazioni sindacali di Industriali Reggio Emilia – che peraltro al momento non si discostano troppo da quelle degli anni scorsi. L’allungamento del periodo feriale è in alcuni casi il segnale del deteriorarsi della fiducia delle imprese e di un mercato un po’ contratto». Fortunatamente, anche nel caso del distretto reggiano, l'ossigeno arriva dalle esportazioni, che riescono in molti casi ad attutire o compensare questi segnali di rallentamento.

Vacanze, l'anno del "vorrei ma non posso"
Vacanze, l'anno del "vorrei ma non posso"
Solo il 54% degli italiani ha programmato le ferie nei mesi estivi

Ferie non significa solamente “astensione dal lavoro” ma, in senso lato, periodo di vacanza, viaggio, villeggiatura. Le ferie intese in questa accezione riguardano pertanto tutti i cittadini e non soltanto una fascia di persone limitata, per quanto ampia, ossia quella dei lavoratori (per i quali infatti se le vacanze corrispondono alle ferie, non necessariamente le ferie corrispondono alle vacanze). A proposito di vacanze: vista la stagione nella quale ci troviamo, le domande che si pongono sono, come consuetudine in questo periodo, diverse; come si muovono gli italiani? Quanti vanno o andranno in ferie (pardon, in vacanza)? Con chi? Come? Quando? Come sempre preferiamo farci guidare e raccontare dai numeri e dalle statistiche (e quindi, in pratica, dai cittadini stessi) emersi da diversi importanti sondaggi. “Vacanze? Vorrei, ma non posso”: sembrerebbe quest’anno essere il motto di quasi la metà dei nostri connazionali. A rivelare le ultime tendenze in vista dell’estate il nuovissimo “Osservatorio Europcar: stili di vacanza degli italiani”, nato in collaborazione con Doxa, che ha indagato le nuove tendenze degli italiani. Dall’indagine emerge quindi che le prossime vacanze estive saranno out per circa la metà degli italiani, visto che oggi solo il 54% dei nostri connazionali ha programmato un periodo di ferie tra giugno e settembre. C'è quindi aria di flessione rispetto agli anni precedenti. Un altro dato che in qualche modo sorprende è che le prossime vacanze, per chi le farà, saranno soprattutto ‘isolane’, visto che 1 vacanziere su 4 (23,1%) le ha programmate tra Sicilia (prima destinazione in assoluto, con il 12,1%) e Sardegna, che la tallona, tra le best seller degli italiani, raccogliendo l’11% dei consensi. A conferma del trend che vuole il turismo enogastronomico in crescita, la ricerca evidenzia poi, che circa 7 italiani su 10 considerano “molto o abbastanza importante il fattore cibo nella scelta della propria destinazione”. A tal punto da condizionare la scelta del luogo in base a questo parametro. Ma mentre per gli amanti del mare la cosa che più intriga è la possibilità di variare la tipologia di cibo rispetto a quello di tutti i giorni (40,3%), la montagna si dimostra più Dop e Igp, visto che il 54,2% è fortemente attratto da materie prime e ricette tipiche che può trovarvi. Se si guarda alla tipologia di località scelte, il mare rimane la destinazione principale, con il 69% delle preferenze, sebbene la montagna sia oramai diventata la seconda scelta (11,3%), seguita dalle città d’arte (8,2%), la vacanza itinerante (7%) e la campagna/lago (3,7%). Quei 2.500.000 di italiani che sceglieranno la montagna dimostrano che qualcosa sta cambiando nel modo stesso di concepire la vacanza da parte dei nostri connazionali: colpisce scoprire che il 24% di chi preferirà la montagna d’estate è costituito da giovani tra i 15 e i 34 anni: una percentuale fino a pochi anni fa, quando la montagna era sinonimo soprattutto di noia e ritmi da anziani, davvero impensabile.

Il reddito conta nella scelta
Il reddito conta nella scelta

Ecco alcuni dati raccolti in maniera schematica sulle ragioni per cui si rinuncerà alla vacanza: costa troppo 49%, problemi familiari (bambini, assistenza anziani, malati) 23%, non ci si va mai (anziano, solo) 10%, necessità di lavorare 8%, si va in vacanza in altri periodi anno 6%, si sta meglio a casa 2%, non va mai in vacanza d’estate 2%, paura terrorismo 0%, non risponde 1%

PERCHÉ SI PARTE
Il riposo 55%, le passeggiate 33%, musei e cultura 32%, divertimento 26%, conoscenza altri popoli e culture 24%, buona cucina e vino 23%, tintarella 20%, sport 17%, trattamenti estetici 2%, altro 3%.

IN BASE A COSA SI SCEGLIE
Reddito disponibile (al netto delle spese sostenute) 59%, il gruppo di persone con cui andrà in vacanza 28%, sicurezza del luogo 26%, previsioni climatiche 19%, costo del carburante 7%, possibilità di portare animali 7%, anziani a carico 3%, altro 7%, non risponde 3%.

In spiaggia con la famiglia
In spiaggia con la famiglia

QUANDO SI PARTIRÀ
Maggio 2%, giugno 11%, luglio 41%, agosto 57%, settembre 17%, ottobre 3%, non sa 1%.

CON CHI SI PARTIRÀ
Con la famiglia 43%, in coppia 26%, con gli amici 26%, da solo 4%, con nuove conoscenze 1%.

LE METE
Altra regione italiana 52%, Europa 31%, regione di residenza 20%, Stati Uniti 2%, Africa 2%, Asia 2%, Centro America 1%, America Latina 1%, Oceania 1%, Non sa 3%

LOCALITÀ
Mare 58%, montagna 14%, città d’arte 10%, lago o fiume 2%, campagna 2%, vacanze verdi (riserve, parchi) 5%, grandi metropoli 4%, terme 1%, mete esotiche 3%, non sa 2%.

MEZZI DI TRASPORTO
Auto 60%, aAereo 30%, treno 10%, nave 7%, pullman 6%, moto 2%, camper 2%, barca 1%

PERNOTTAMENTO
Albergo 33%, casa di proprietà 17%, ccasa in affitto 11%, presso amici 11%, residence 7%, bed and breakfast 6%, villaggi 6%, campeggio 4%, agriturismo 3%, camper 1%, altro 1%

Tutti i numeri del sondaggio
Tutti i numeri del sondaggio

Come si è potuto constatare il sondaggio di Confesercenti è particolarmente interessante poichè presenta un quandro davvero molto dettagliato di quelle che sono le previsioni e le “tendenze” degli italiani in relazione alle vacanze estive 2008. L’indagine quantitativa è stata condotta mediante sondaggio telefonico all’interno di un campione casuale di mille soggetti maggiorenni residenti sul territorio nazionale e rappresentativi dell’universo di riferimento in base ai parametri di sesso, età e zona. Le interviste sono state effettuate nel giugno 2008.

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