Inserita il 2008-10-07 - categoria Sanità

Quali sono i tempi massimi di attesa per esami clinici? E' possibile dover aspettare 60 giorni?

Premettendo che le lunge liste d'attesa che i cittadini sono costretti ad affrontare per potersi sottoporre ad esami diagnostici o di laboratorio costituiscono uno dei maggiori problemi del Servizio Sanitario Nazionale, il Governo ha emesso un provvedimento nel 2002 contenente le linee guida governative sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi d'attesa, dove si stabilisce che:
- le prestazioni diagnostiche devono essere accessibili sulla base di una valutazione d'urgenza;
- deve essere tenuto nel giusto conto la corretta gestione delle liste di prenotazione, al fine di garantirne l'uniformità e la trasparenza;
- spetta alle regioni e alle province autonome stabilire i criteri di priorità;
- l'inosservanza dei tempi massimi d'attesa può penalizzare sotto l'aspetto economico i direttori delle aziende sanitarie locali.
Occorre però chiedersi come si generano i tempi massimi nelle liste d'attesa. I fattori sono diversi, ma in genere sono legati al tipo di prestazione, al paziente, ai bisogni sanitari da fronteggiare, ecc.
La realtà è che 60 giorni di attesa per un esame non sono pochi, ma non sono neppure tantissimi (per certi esami occorre aspettare molto di più; due esempi: per una coronarografia il tempo massimo per il 90% dei pazienti è di 120 giorni; per un esame all'anca il tempo massimo per il 90% dei pazienti è di 180 giorni).



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